Sarà presentato mercoledì 4 febbraio 2026, alle ore 17.00, presso il Circolo degli Esteri, il Volume “La diplomazia della rissa. Parole alla deriva: cronaca di un mondo che non sa più parlarsi” (FrancoAngeli, 2025), firmato da tre giornalisti che da anni osservano da vicino le dinamiche della comunicazione pubblica e internazionale: Antonio Picasso, Stefano Polli e Renato Vichi.
L’incontro, promosso da Assdiplar – Associazione Nazionale Diplomatici a r. Costantino Nigra, vedrà la partecipazione di figure di primo piano del mondo diplomatico: Ettore Sequi, Ambasciatore ed ex Segretario Generale della Farnesina, e Giorgio Bartolomucci, Segretario Generale del Festival della Diplomazia. A introdurre i lavori sarà Daniele Verga, Vice Presidente di Assdiplar. Gli autori saranno presenti in sala.
Il volume nasce da una constatazione tanto semplice quanto inquietante: la parola, oggi, è diventata un’arma. Nel mondo iperconnesso dei social network, dove la velocità prevale sulla riflessione e la semplificazione sostituisce la complessità, il linguaggio politico e diplomatico si è progressivamente imbarbarito.
Picasso, Polli e Vichi analizzano questa deriva con lo sguardo di chi conosce bene i meccanismi della comunicazione contemporanea e ne osserva gli effetti sulla scena internazionale. Il risultato è un saggio che unisce cronaca, analisi e denuncia, mostrando come la crisi del dialogo sia ormai un sintomo evidente di un mondo attraversato da tensioni, guerre e nuove forme di disordine globale.
Non è un caso che la prefazione sia firmata da Giampiero Massolo, una delle voci più autorevoli della diplomazia italiana: un segnale forte, che conferma la centralità del tema e la necessità di riportare la parola al centro della convivenza civile e delle relazioni tra Stati.
La scheda editoriale del libro parla chiaro: gli equilibri geopolitici stanno mutando, le alleanze tradizionali si sgretolano, mentre nuovi appetiti dominatori riemergono con forza. In questo scenario, anche il linguaggio cambia: si fa più duro, più aggressivo, più povero.
Gli autori sostengono che la crisi del linguaggio è la spia di una crisi più profonda, quella di un mondo che non riesce più a parlarsi prima di scontrarsi. Le parole, anziché costruire ponti, diventano strumenti di minaccia, intimidazione o propaganda.
Da qui l’appello a una “nuova diplomazia della parola”: un ritorno all’ABC del dialogo, alla responsabilità del linguaggio, alla capacità di ascoltare e mediare. Perché – avvertono gli autori – finché il mondo non tornerà a parlarsi davvero, la cronaca internazionale non potrà che raccontare “una lunga, lenta, silenziosa disintegrazione del dialogo prima del conflitto aperto”.
La presentazione al Circolo degli Esteri (Lungotevere dell’Acqua Acetosa, 42) si annuncia come un momento di confronto prezioso, non solo per gli addetti ai lavori ma per chiunque voglia comprendere come la comunicazione stia influenzando – e talvolta deformando – la politica globale.
In un’epoca in cui la parola è spesso usata per dividere, “La diplomazia della rissa” invita a riscoprirne la forza costruttiva. Un messaggio quanto mai necessario.
Per partecipare è richiesta la conferma all’indirizzo: segreteria@circoloesteri.it.

