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“Il caso Crans-Montana: l’Italia chiede conto alla Svizzera!”, l’Editoriale dell’Ambasciatore Bruno Scapini

Redazione by Redazione
24 Gennaio 2026
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“Il caso Crans-Montana: l’Italia chiede conto alla Svizzera!”, l’Editoriale dell’Ambasciatore Bruno Scapini
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di Bruno Scapini

In Italia, patria della giurisprudenza, terra in cui magistrati e avvocati si cimentano quotidianamente confrontandosi spesso in parossistiche contese giudiziarie ricorrendo ad articolati sofismi e paralogismi, ebbene… sembra che ancora non si conosca il Diritto bene abbastanza. La prova? È la nostra politica a fornirla. Esponenti di partiti di Governo si dichiarano in queste ore tutti sconcertati e indignati per la scarcerazione, ottenuta dietro cauzione, di Moretti, proprietario del locale di Crans-Montana, indagato per la recente tragedia della notte di Capodanno. Certamente è comprensibile la reazione emotiva alla decisione del Giudice elvetico che, nella dolorosa circostanza, viene percepita da ogni persona sensibile come indegna regalia nei confronti dell’indagato e oltraggio alla sofferenza delle famiglie delle vittime.

Ma questi signori che, confondendo empatia per certezza del Diritto, oggi si affrettano a contestare la scarcerazione del Moretti per le vie ufficiali, non solo affermando di voler chiedere “conto e ragione” alla Svizzera per la condotta tenuta dal Magistrato, ma anche richiamando a Roma, per consultazioni, lo stesso Ambasciatore italiano a Berna – un passo questo, tra l’altro, decisamente inopportuno nel caso di specie non ravvisandosi nella decisione del Tribunale svizzero un diniego di giustizia – non sanno che ogni Paese ha le sue leggi e che queste vengono applicate esclusivamente dai suoi Magistrati? La circostanza che l’istituto della scarcerazione su cauzione non sia prevista dall’ordinamento giudiziario italiano non autorizza nessuno del nostro Governo a contestare un atto di giurisdizione interna di un altro Stato che è espressione della sua propria sovranità e indipendenza.

Domandiamoci allora, e forse più pertinentemente, come mai il nostro Governo non si è ritenuto indignato per la mancata carcerazione preventiva degli indagati di alto profilo della Società Autostrade a seguito del crollo del Ponte Morandi? Eppure anche in quel caso si è parlato di immane tragedia con un quasi ugual numero di vittime!

Appare evidente, a questo punto, il tentativo di qualcuno in Italia di strumentalizzare il caso Crans-Montana per fini di puro tornaconto (pre-elettorale?). Anche questo fatto però dovrebbe essere fonte di indignazione, ma in questo caso a indignarsi non saranno i partiti di Governo, bensì i suoi cittadini!

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