C’è una generazione di giovani musicisti che sta riscrivendo il rapporto tra musica colta e quotidianità. Tra loro, una figura spicca per intensità, visione e percorso internazionale: Giulia Limongi, pianista italo‑brasiliana nata a João Pessoa, nello stato di Paraíba, oggi considerata una delle voci emergenti più interessanti del panorama classico.
La sua storia inizia presto, quasi come un destino tracciato. A quattro anni, sua madre — pianista e prima maestra — le mostra un pianoforte. È un incontro che cambia tutto. «Da quel momento non ho più smesso di suonare: era come se avessi trovato la mia lingua madre», racconta oggi.

A sette anni entrano in scena le prime lezioni formali con un’insegnante del conservatorio locale; a dodici, l’ammissione al conservatorio principale della città, dove la giovane Giulia affina tecnica e sensibilità. Ma è a diciassette anni che la sua formazione prende una svolta decisiva: viaggia attraverso il Brasile, partecipa a festival, masterclass, concerti, e si trasferisce in Bahia per studiare con figure di riferimento della musica brasiliana come Ricardo Castro e Nelson Freire.
Negli anni successivi, la sua traiettoria diventa pienamente internazionale. Vive a Londra e Parigi, si esibisce in diversi contesti europei, partecipa a festival e progetti culturali, fino ad approdare in Polonia, dove si specializza nel repertorio del suo compositore prediletto: Frédéric Chopin.

Il suo talento la porta intanto anche su palcoscenici istituzionali di rilievo: si esibisce all’Ambasciata del Brasile in Italia e in numerosi eventi ufficiali italiani, consolidando una reputazione di artista raffinata e versatile.

Oggi Giulia vive un nuovo capitolo creativo: una serie di videoclip girati nella città di Roma, in uscita nei prossimi giorni. Un progetto che unisce musica, urbanità e narrazione visiva, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alla musica classica in modo spontaneo e contemporaneo.

«La musica classica non appartiene solo alle sale da concerto: vive nelle strade, nei gesti quotidiani, nei luoghi che attraversiamo senza pensarci», spiega. Nei video, Giulia suonerà brani di epoche diverse, a partire dal Barocco, scegliendo scorci della capitale che risuonano con la sua sensibilità.
Ogni luogo diventa un dialogo tra spazio e suono. Ogni scena, un frammento di vita che si intreccia con la musica. «Quando cammino, ho sempre una colonna sonora nella testa. È come se ogni angolo avesse il suo tema musicale», confida.

La missione artistica di Giulia è chiara: rompere la distanza percepita tra musica classica e quotidianità. La sua è una ricerca che unisce le radici brasiliane, la disciplina europea e una sensibilità profondamente personale.
«Spero che chi guarderà questi video possa sentire ciò che sento io: che la musica classica è viva, vicina, e può trasformare qualsiasi luogo in un’esperienza nuova», afferma.

Con un percorso già ricco di tappe internazionali, collaborazioni prestigiose e un progetto innovativo in arrivo, Giulia Limongi si conferma una delle giovani pianiste più promettenti della scena contemporanea. Una musicista capace di attraversare culture, città e linguaggi, portando con sé un messaggio semplice e potente: la musica è ovunque, basta saperla ascoltare.


