Quattro generazioni di storia consolare legano il suo cognome al Messico, a partire dal bisnonno Ernesto, inventore delle Pagine Gialle, che fu il primo Console Onorario del Paese centroamericano per il Piemonte e la Valle d’Aosta nel 1920: un’eredità che Alessandra Giani porta oggi con orgoglio e responsabilità, consapevole di rappresentare un primato unico sul territorio nazionale, che intreccia tradizione familiare, impegno istituzionale e sensibilità umana. Founder di Eventum, cerimonialista di Stato e professionista con lunga esperienza nell’organizzazione di eventi istituzionali e aziendali, la Console Onoraria incarna la perfetta sintesi tra rigore e sensibilità.
“Il ruolo consolare non è soltanto istituzionale, ma profondamente umano” sottolinea infatti, ricordando i momenti in cui ha offerto sostegno a cittadini messicani in condizioni di fragilità. Una visione che si riflette nel suo impegno per rafforzare i rapporti culturali ed economici tra il Messico e il territorio piemontese e valdostano, oggi “solidi, dinamici e in continua crescita”.
Dalla valorizzazione di tradizioni come El Día de los Muertos, “una celebrazione che unisce spiritualità, memoria familiare, arte e colori”, fino alla promozione di settori strategici come automotive, aerospazio ed energia, Alessandra Giani interpreta il suo incarico come un ponte vivo tra comunità, imprese e culture.
“La mia nomina – dice – ha rappresentato per me il coronamento di una storia familiare che porto con grande orgoglio”, con una missione ben precisa: dare continuità a un impegno radicato da oltre un secolo e proiettarlo verso il futuro.
Console, può raccontarmi un episodio significativo o un progetto che le ha fatto percepire l’importanza del suo incarico? “Ci sono molti episodi che mi hanno fatto percepire con chiarezza l’importanza del mio incarico, ma quelli che porto più nel cuore sono i momenti in cui i cittadini messicani si trovano in situazioni di fragilità, in particolare quando vengono ricoverati in ospedale. Spesso si tratta di persone anziane, sole, lontane dalla famiglia e senza alcun riferimento sul territorio. Essere al loro fianco, offrire supporto, mediazione e presenza umana in quei frangenti difficili, mi ricorda ogni volta quanto il ruolo consolare non sia soltanto istituzionale, ma profondamente umano. È in questi momenti che comprendo quanto sia fondamentale garantire tutela, ascolto e vicinanza a chi si trova in una condizione di vulnerabilità, e quanto questo incarico rappresenti una responsabilità preziosa, che va oltre ogni aspetto formale”.
Come descriverebbe oggi i rapporti culturali ed economici tra il Messico, il Piemonte e la Valle d’Aosta? “I rapporti culturali ed economici tra il Messico, il Piemonte e la Valle d’Aosta sono oggi solidi, dinamici e in continua crescita. Dal punto di vista culturale, la presenza di una comunità messicana attiva, insieme alla collaborazione con università, enti locali e realtà associative, ha favorito negli anni un dialogo costante, fatto di scambi, iniziative congiunte e una crescente curiosità reciproca. Questo ha permesso di far conoscere in modo più approfondito la ricchezza delle tradizioni, dell’arte e della visione contemporanea del Messico. Sul piano economico, le relazioni si stanno intensificando grazie a settori strategici come l’automotive, l’aerospazio, la meccatronica e l’energia, per i quali entrambi i territori possiedono competenze industriali avanzate. Le imprese locali dimostrano un interesse crescente verso il mercato messicano, riconosciuto come partner affidabile, dinamico e complementare. In sintesi, oggi possiamo parlare di rapporti maturi, aperti e orientati allo sviluppo. La collaborazione tra il Messico, il Piemonte e la Valle d’Aosta rappresenta una risorsa preziosa, che continuerà a generare valore sia sul piano culturale sia su quello economico”.
Fra quelli citati, a suo avviso, quali settori economici offrono oggi maggiori opportunità di collaborazione tra imprese locali e messicane? “In primo luogo l’automotive e l’aerospazio, che rappresentano due ambiti strategici: entrambi i Paesi vantano competenze industriali avanzate, filiere consolidate e una forte vocazione all’innovazione, elementi che favoriscono scambi, investimenti e progetti congiunti. Accanto a questi settori, vedo un notevole potenziale anche nella meccatronica, nell’energia, in particolare nelle tecnologie per la transizione energetica, e nell’agroalimentare di qualità, essendo l’Italia un partner riconosciuto a livello internazionale. Altre aree promettenti includono il turismo, la formazione universitaria e la ricerca scientifica, ambiti in cui esistono già collaborazioni significative e dove possiamo continuare a crescere. Sono convinta che, attraverso un dialogo costante e una visione comune, le imprese dei nostri territori possano trovare nel Messico un mercato dinamico e complementare, capace di generare valore e opportunità reciproche”.
Sul piano culturale, invece, quali iniziative ricorda nel recente passato? “Gli Special Olympics 2025, i Giochi Mondiali Invernali che si sono svolti a Torino lo scorso marzo, hanno rappresentato un momento di grande rilevanza internazionale. E’ stata un’opportunità significativa per rafforzare i legami tra il Messico e il nostro territorio, valorizzando i temi dell’inclusione, dello sport e della cooperazione tra comunità. Il coinvolgimento delle istituzioni, delle associazioni e delle realtà locali ha permesso di creare occasioni di scambio culturale ed educativo, contribuendo a diffondere una conoscenza più profonda della cultura messicana e dei valori che essa porta con sé. Gli Special Olympics hanno costituito un vero ponte tra Paesi e persone, e rimangono uno dei progetti più importanti del mio mandato, testimonianza concreta di quanto la collaborazione internazionale possa generare impatto e avvicinare le comunità”.

Il Messico è un Paese ricco di tradizioni: quali aspetti della cultura messicana vorrebbe far conoscere di più al pubblico italiano? “Il Messico è un Paese straordinariamente ricco di tradizioni, molte delle quali meritano di essere maggiormente conosciute e valorizzate anche dal pubblico italiano. Tra queste, una che ritengo particolarmente significativa è El Día de los Muertos, una celebrazione profondamente radicata nella nostra cultura, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità. Non si tratta semplicemente di una ricorrenza, ma di un momento identitario che unisce spiritualità, memoria familiare, arte e colori, offrendo una visione unica del rapporto con la vita e con chi non c’è più. Credo che questa tradizione, con la sua ricchezza simbolica e la sua dimensione comunitaria, possa affascinare e ispirare molto anche il pubblico italiano, già naturalmente sensibile ai valori della famiglia, della storia e della cultura. Più in generale, mi piacerebbe far conoscere la varietà delle espressioni culturali messicane, dalla gastronomia alla musica, dall’artigianato alle feste popolari, perché ciascuna di esse racconta un pezzo dell’anima autentica del Messico”.
Come si è integrata la Comunità messicana nella realtà locale? “La comunità messicana si è integrata in modo estremamente positivo nella realtà locale del Piemonte e della Valle d’Aosta. Parliamo di una presenza dinamica, rispettosa e attiva, composta da studenti, professionisti, ricercatori, imprenditori e famiglie che hanno saputo inserirsi con equilibrio nel tessuto sociale, culturale ed economico del territorio, contribuendo con competenze, creatività e un forte senso di appartenenza. Allo stesso tempo, i messicani mantengono vivo il legame con le loro radici, favorendo uno scambio interculturale che arricchisce entrambe le parti. Posso affermare con soddisfazione che il loro contributo è apprezzato e riconosciuto, e che la relazione con le istituzioni locali è solida, costruttiva e improntata alla collaborazione. L’integrazione, quindi, non è solo un dato di fatto, ma un processo virtuoso che continua a crescere nel tempo”.
Qual è stato, fino ad ora, il momento più significativo o emozionante del suo mandato come Console Onorario? “Il momento più significativo ed emozionante del mio mandato è stato senza dubbio quello della mia nomina a Console Onorario, che per me ha rappresentato molto più di un riconoscimento professionale. È stato il coronamento di una storia familiare che porto con grande orgoglio, essendo appunto l’unica Console Onoraria in Italia a rappresentare lo stesso Paese da quattro generazioni consecutive. Raccogliere questa eredità, dopo più di un secolo, ha un valore profondo. Significa dare continuità a un impegno radicato nella nostra famiglia, un percorso fatto di relazioni, responsabilità e dialogo tra il Messico e il nostro territorio. La mia nomina ha unito emozione, senso del dovere e un profondo legame con le mie origini. È un privilegio che vivo ogni giorno con dedizione, consapevole del peso della storia che porto e della fiducia che mi è stata accordata”.

Ha avuto occasione di incontrare personalità legate al Messico che l’hanno particolarmente ispirata? “Ho avuto l’onore di incontrare il nuovo Ambasciatore del Messico in Italia, S.E. Genaro Fausto Lozano Valencia, una personalità che mi ha profondamente ispirata sia sul piano umano che su quello professionale. La sua competenza diplomatica, unita a una visione moderna e inclusiva del ruolo delle istituzioni, rappresenta un punto di riferimento importante per chi, come me, opera quotidianamente per rafforzare il legame tra il Messico e i territori del Piemonte e della Valle d’Aosta. Ciò che mi ha colpito maggiormente è il suo forte impegno nella difesa dei diritti umani e nella promozione dei valori democratici, temi che sento particolarmente vicini e che considero fondamentali anche nell’attività consolare. Allo stesso tempo, la sua chiara volontà di intensificare le relazioni culturali, economiche e accademiche tra i due Paesi costituisce un impulso decisivo per rafforzare le collaborazioni già esistenti e per aprire nuovi spazi di dialogo e di opportunità. Il suo approccio aperto, la sensibilità istituzionale e la capacità di valorizzare la ricchezza del Messico in chiave contemporanea sono elementi che mi motivano profondamente nel portare avanti il mio incarico con rinnovato entusiasmo e senso di responsabilità”.
Ricordo più brutto da Console Onorario? “Il ricordo più doloroso del mio incarico è sempre legato a quei momenti in cui i diritti dei cittadini messicani non vengono adeguatamente tutelati. In particolare, non posso dimenticare il caso di una giovane connazionale, studentessa del Politecnico di Torino, che ha subìto un tentativo di violenza in pieno giorno. È stato un episodio profondamente grave e che, oltre a interpellare il mio ruolo istituzionale, mi ha colpita anche come donna. Le abbiamo immediatamente assicurato tutto il supporto possibile, accompagnandola nella denuncia e garantendole assistenza e protezione. Sono situazioni che non si vorrebbero mai affrontare, ma che ricordano quanto sia fondamentale il nostro impegno quotidiano per la tutela e la sicurezza dei messicani presenti sul territorio”.
Guardando al futuro, quali sono i suoi obiettivi principali come Console Onorario nei prossimi anni? “Guardando ai prossimi anni, il mio obiettivo principale sarà continuare a promuovere il Messico in tutte le sue dimensioni: culturale, economica, turistica e accademica. Intendo rafforzare i legami tra il nostro Paese e i territori del Piemonte e della Valle d’Aosta, favorendo nuove collaborazioni, facilitando opportunità di scambio e supportando iniziative che valorizzino l’immagine del Messico. Credo fermamente che la conoscenza reciproca e il dialogo costante siano strumenti fondamentali per costruire rapporti solidi e duraturi. Per questo, lavorerò affinché sempre più cittadini, istituzioni e imprese possano scoprire e apprezzare la ricchezza, la modernità e il potenziale del Paese che ho il piacere e l’onore di rappresentare”.

Chiuderei questa intervista con qualche consiglio di viaggio rivolto agli italiani interessati a visitare il Messico. “Il Messico rappresenta una destinazione straordinariamente ricca e diversificata, capace di offrire agli italiani esperienze di viaggio uniche sotto ogni punto di vista. Parliamo di un Paese che unisce storia millenaria, con siti archeologici di valore universale, a città moderne e dinamiche, rinomate per la loro creatività, gastronomia e vivacità culturale. Per chi desidera un’immersione nella natura, il Messico offre paesaggi spettacolari: dalle spiagge del Caribe e del Pacifico alle riserve naturali, dai cenotes dello Yucatán alle montagne della Sierra Madre. Allo stesso tempo, il calore dell’ospitalità messicana e l’attenzione alla sicurezza dei visitatori fanno sì che il Paese sia sempre più apprezzato dal turismo internazionale. Invito quindi i viaggiatori italiani a lasciarsi guidare dalla curiosità e dal desiderio di scoperta: il Messico è una terra che accoglie, sorprende e rimane nel cuore di chi la visita”.
Intervista di Marco Finelli

