Il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, un intervento strutturale che punta a rafforzare il ruolo della Farnesina nella promozione dell’Italia all’estero, con particolare attenzione all’export, alla diplomazia economica e alla valorizzazione del sistema Paese.
In conferenza stampa, il ministro Antonio Tajani ha illustrato i punti salienti della riforma, sottolineando l’obiettivo di rendere la diplomazia italiana “più moderna, più efficace e più vicina alle imprese”, attraverso una riorganizzazione interna del ministero, con l’introduzione di nuove strutture dedicate alla promozione economica e culturale.
La riforma, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2026, prevede una struttura “a due teste”, una politica e l’altra economica, guidate da due Segretari generali aggiunti. Nasce una nuova Direzione Generale della Crescita, pensata come punto di riferimento per le imprese italiane, con il compito di rafforzare l’export e sostenere l’internazionalizzazione. L’obiettivo del governo è ambizioso: portare l’export italiano a quota 700 miliardi di euro entro il 2027.
Un’altra novità è la creazione di una Direzione Generale per la Sicurezza Cibernetica, che avrà il compito di proteggere le informazioni sensibili del ministero e contrastare attacchi informatici. Sarà inaugurata una sala cyber aperta al pubblico, dove si potrà “toccare con mano” l’impegno della Farnesina su temi come intelligenza artificiale, nuove tecnologie e lotta alla disinformazione. La struttura sarà composta da esperti provenienti anche da altre amministrazioni, in particolare dalla Difesa.
La riforma introduce anche un’unità dedicata alla semplificazione, con l’obiettivo di ridurre i passaggi burocratici e migliorare l’efficienza dei servizi consolari. Saranno potenziati i portali “Viaggiare Sicuri” e “Dove Siamo nel Mondo”, strumenti fondamentali per la tutela dei cittadini italiani all’estero. Inoltre, nascerà una nuova Direzione Generale per i Servizi ai Cittadini all’Estero e le Politiche Migratorie, per garantire maggiore operatività e tempestività nell’erogazione dei servizi.
Infine, Tajani ha annunciato una svolta storica: il concorso diplomatico sarà aperto a tutti i corsi di laurea. “Perché uno che è laureato in fisica o in medicina non può fare il diplomatico?”, ha dichiarato il ministro. L’obiettivo è ampliare la ‘cantera’ dei diplomatici e favorire la specializzazione in settori strategici, elevando la qualità e la competenza della diplomazia italiana.
Tajani ha rivendicato che l’intera riforma “avviene a costo zero”, e ha definito il provvedimento “un passo storico” per rendere la politica estera italiana più incisiva e al servizio della crescita del Paese. “Vogliamo una Farnesina che porti risultati concreti ai cittadini e alle imprese, con orgoglio e competenza”, ha concluso.