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Roberto Balzaretti, Ambasciatore della Confederazione Svizzera In Italia: “Energia, ricerca e mobilità sostenibile: ecco le sfide comuni per i nostri Paesi. Le Alpi non dividono, piuttosto uniscono”

Redazione by Redazione
22 Novembre 2025
in Interviste
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Roberto Balzaretti, Ambasciatore della Confederazione Svizzera In Italia: “Energia, ricerca e mobilità sostenibile: ecco le sfide comuni per i nostri Paesi. Le Alpi non dividono, piuttosto uniscono”
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Figura di spicco della diplomazia elvetica, Roberto Balzaretti incarna l’esperienza e la visione di una carriera trentennale vissuta in posizioni di assoluto rilievo nella politica estera svizzera. Nato a Ligornetto, nel Canton Ticino, ha servito la Confederazione in sedi strategiche come Bruxelles e Washington, fino a diventare Segretario generale del DFAE e Ambasciatore presso l’Unione europea. Dal gennaio 2025 guida l’Ambasciata di Svizzera in Italia, con l’autorevolezza di chi ha accompagnato Consiglieri Federali e Presidenti in decine di visite ufficiali e ha contribuito a definire il ruolo della Svizzera nello scenario internazionale.

Nelle sue parole, le relazioni tra Roma e Berna sono “varie, dense e profonde”, un intreccio di politica, economia e cultura che si traduce in un dialogo “eccellente” e orientato al futuro. Energia, ricerca, mobilità sostenibile: sono questi i pilastri di una cooperazione che non conosce confini, rafforzata da un legame storico e umano che attraversa le Alpi e si rinnova ogni giorno. “Le Alpi non hanno mai rappresentato una barriera, piuttosto un asse di transito per merci, persone e culture”, ricorda l’Ambasciatore, sottolineando la vocazione della Svizzera a fungere da ponte naturale tra nord e sud Europa.

Con particolare slancio, Balzaretti ha lanciato di recente l’iniziativa In Cammino con la Svizzera: un viaggio attraverso tutte le venti regioni italiane, per incontrare comunità, istituzioni e personalità locali, creando nuove sinergie e rafforzando la vicinanza tra i due Paesi. “Ci sposteremo con mezzi di trasporto sostenibili e in ogni regione faremo un tratto di strada a piedi insieme a una personalità del luogo”, spiega, annunciando anche la donazione di panchine svizzere in materiali riciclati, simbolo concreto di dialogo e memoria condivisa.

Eccellenza, se dovesse descrivere le relazioni diplomatiche fra Svizzera e Italia con tre aggettivi, quali sceglierebbe? “Varie, dense e profonde”.

In una recente intervista rilasciata alla nostra testata giornalistica, l’Ambasciatore Gian Lorenzo Cornado ha sostenuto che “le relazioni bilaterali tra Italia e Svizzera hanno raggiunto un livello di eccellenza senza precedenti”. Lei come valuta l’evoluzione del dialogo politico tra Roma e Berna negli ultimi anni? “Il dialogo politico sui temi di interesse globale, come pure a livello regionale, nazionale ed europeo è eccellente. Lo è anche a livello tecnico. Gli scambi sono regolari e intensi. I pochi contenziosi – peraltro normali tra due paesi vicini che condividono quasi 800 Km di frontiera – sono risolti e possiamo quindi rivolgere la nostra piena attenzione alle sfide comuni. Penso in particolare all’energia, ai trasporti, alla ricerca scientifica;e più in generale allo sviluppo di bacini economico-sociali integrati, non solo nelle zone di frontiera, che promuovano investimenti e scambi di beni e servizi”.

Quali sono oggi le priorità strategiche nelle relazioni bilaterali tra Svizzera e Italia? “Sono tre. Dapprima la fluidità nelle relazioni transfrontaliere: lavoro, trasporti su strada e rotaia, energia. Poi lo sviluppo di temi bilaterali, come ricerca e educazione, commercio e investimenti. Infine, il dossier europeo, le relazioni tra Italia e Svizzera essendo centrali per la definizione dell’assetto europeo,anche in ambito di sicurezza, come pure, last but not least, l’impegno comune per il multilateralismo e la difesa di relazioni internazionali fondate sul rispetto delle norme”.

Con oltre 1.400 aziende svizzere attive in Italia, quali settori, a suo avviso, offrono oggi le maggiori opportunità di crescita reciproca? “In primis direi le scienze della vita. Tra Basilea e la Campania, passando per il Lazio e la Lombardia, c’è un asse biomedico di altissimo livello: la Svizzera è uno dei paesi leader mondiale nel pharma e nel biotech, mentre l’Italia dispone di una rete di ricerca clinica e di PMI molto dinamiche. È uno dei campi più promettenti e che funziona già bene. Poi l’energia e la transizione verde. Qui la complementarità è evidente: la Svizzera ha una lunga tradizione nell’idroelettrico e nelle tecnologie legate all’idrogeno, l’Italia sta accelerando sulle rinnovabili e sulle reti mediterranee. Insieme possiamo sviluppare un vero corridoio alpino dell’energia pulita, integrando infrastrutture e know-how. Infine, la mobilità sostenibile e la logistica intelligente:è un ambito in cui i nostri due paesi lavorano già fianco a fianco, dai collegamenti ferroviari transalpini come il Reno-Alpi alle soluzioni per ridurre l’impatto ambientale del trasporto merci. Qui innovazione, sostenibilità e cooperazione si traducono in risultati tangibili”.

La Svizzera è spesso vista come un ponte tra culture europee. In che modo questa posizione influenza il rapporto con l’Italia? “Geograficamente la Svizzera si trova nel cuore dell’Europa centrale e perciò funge da ponte naturale tra il nord e il sud del continente. Svizzera e Italia condividono una lunga frontiera e una storia di amicizia e di scambio. Le Alpi fin dai tempi antichi non hanno mai rappresentato una barriera, piuttosto un asse di transito per merci, persone e culture. In molte regioni di confine le montagne sono a tutt’oggi un luogo di incontro tra comunità e tradizioni, dove si valorizza la cultura condivisa e lo sviluppo di progetti transfrontalieri. Grazie alla sua posizione, la Svizzera èun punto di snodo fondamentale per le vie di comunicazione europee. Le direttrici dei trasporti verso l’Italia sono particolarmente importanti dato che la Svizzera è priva di sbocchisul mare.Le grandi infrastrutture di collegamento, come quella del San Gottardo o del Sempione, rafforzano il ruolo della Svizzera nella connessione tra le aree centroeuropee e quelle mediterranee”.

Lei è originario del Ticino, una regione che incarna proprio il legame culturale tra i nostri due Paesi. In generale, com’è percepita l’Italia in Svizzera? “Il Ticino, Cantone svizzero di lingua e cultura italiana, è in una posizione particolare. È un ponte tra i due Paesi e le loro culture e, con le valli italofone dei Grigioni, ”vive in italiano”. L’italiano è la lingua ufficiale praticata in tutti gli ambiti amministrativi, lavorativi e sociali. I legami con l’Italia sono forti e quotidiani, e non potrebbe essere altrimenti dato l’altro grado di integrazione a tutti i livelli tra Ticino, Lombardia e Piemonte. La consapevolezza di questa interconnessione e interdipendenza, e la volontà di sfruttarne appieno il potenziale, hanno dato vita alla Regio Insubrica, una piattaforma di dialogo e cooperazione transfrontaliera attiva da ormai 30 anni. Però i legami tra Svizzera e Italia vanno ben al di là delle regioni di frontiera. In tutte le regioni linguistiche della Svizzera è forte la presenza italiana e italofona, in seguito agliimportanti flussi migratori che dal secondo dopoguerra fino a oggi hanno portato centinaia di migliaia di italiani (ma anche ticinesi e grigionesi) a insediarsi a nord delle Alpi. Il risultato è la presenza capillare della lingua e della cultura italiane in ogni angolo della Svizzera, e una fitta rete di relazioni affettive e personali che legano i nostri due Paesi”.

Parliamo un po’ di lei. Come si trova a Roma? “Benissimo”.

Coltiva qualche hobby in particolare? “Mi piacciono le passeggiate nella natura e mi piace pure scoprire le città dove vivo, a piedi o in bicicletta. Ho percorso centinaia di chilometri nelle vie di Parigi, dove ho vissuto gli ultimi anni. E sto facendo lo stesso a Roma, cercando di scoprirne anche i luoghi menoconosciuti”.

Ambasciatore in Italia dallo scorso mese di gennaio. C’è un aneddoto legato a questa esperienza che le va di raccontarmi? “In pochi mesi di attività in Italia sono stato a Milano, Como, Trieste, Verona, Napoli, Modena, Firenze, Perugia, Assisi; non c’è un aneddoto da raccontare, piuttosto tanti momenti intensi, professionalmente e umanamente. E spero di viverne ancora tanti altri: impregnarmi della ricchezza e diversità dell’Italia raccontando allo stesso tempo il mio paese per sviluppare le relazioni bilaterali”.

E un luogo che l’ha particolarmente colpita? “Villa Adriana a Tivoli. E grazie alla visita del monumento, la riscoperta della vita dell’imperatore Adriano, raccontata dalla penna meravigliosa di Marguerite Yourcenar in Memorie di Adriano”.

Fra le tante personalità incontrate nell’arco della sua brillante carriera diplomatica, ne ricorda qualcuna in particolare? E per quale motivo? “Ho avuto il privilegio di lavorare per consiglieri federali e Presidenti del mio paese, di accompagnarli in decine di visite ufficiali e di partecipare ad incontri ai massimi livelli con tante personalità. Ogni incontro ha arricchito il mio bagaglio professionale e umano. Pure decisive per la mia crescita come diplomatico e come uomo sono stati gli incontri con la gente del mio paese, le cui aspirazioni e preoccupazioni devono guidare riflessione e azione della diplomazia”.

Prossime iniziative in programma dell’Ambasciata? “Ne menziono una in particolare, che abbiamo intitolato In Cammino con la Svizzera. Un viaggio attraverso l’Italia che mi porterà nei prossimi due anni nelle venti regioni italiane per rafforzare il dialogo e il rapporto di vicinanza tra la Svizzera e l’Italia. L’obiettivo è quello di conoscere le particolarità locali del territorio italiano, parlare della Svizzera con interlocutrici e interlocutori di diversi settori e creare sinergie tra le eccellenze dei due paesi. Ci sposteremo con mezzi di trasporto sostenibili ein ogni regione faremo un tratto di strada a piedi insieme ad una personalità del luogo. In ricordo degli incontri avuti, doneremo ad un’istituzione locale una panchina, prodotta in Svizzera con materiali riciclati, che rimarrà alla comunità come luogo di scambio, di dialogo e d’informazione”.

Chiuderei questa intervista chiedendole un consiglio su un buon libro da leggere. “Sull’eguaglianza di tutte le cose, di Carlo Rovelli. La meccanica quantistica per cercare di capire l’evoluzione politico-sociale grazie alla scienza. Un libro difficile, che invita alla riflessione e all’umiltà intellettuale”.

Intervista di Marco Finelli

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