L’Albania, e in particolare la capitale Tirana, è attualmente teatro di gravi disordini e scontri violenti tra manifestanti e forze dell’ordine, culminati in una nuova ondata di proteste.
Migliaia di sostenitori dell’opposizione, guidati dal Partito Democratico (PD) di Sali Berisha, si sono radunati davanti alla sede del governo e al Parlamento. I manifestanti hanno lanciato bombe molotov, pietre e fuochi d’artificio contro gli edifici governativi. La polizia ha risposto con gas lacrimogeni e idranti per disperdere la folla.
Si contano decine di arresti (circa 30-40 secondo diverse fonti). In una precedente manifestazione dell’11 febbraio, almeno 16 agenti erano rimasti feriti.
La manifestazione dell’opposizione davanti all’edificio che ospita gli uffici del Primo Ministro albanese, lungo il viale “Dëshmorët e Kombit” di Tirana ha avuto inizio alle ore 18. Le Autorità di polizia hanno disposto la chiusura, dalle ore 15:00 e per tutto il prosieguo della manifestazione, degli assi stradali immediatamente contigui.
In una nota diffusa oggi l’Ambasciata d’Italia a Tirana “raccomanda ai connazionali, residenti e visitatori, di attenersi alle indicazioni della Polizia albanese e di mantenersi a debita distanza da possibili assembramenti”.
