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La Scozia torna di casa a Roma con cornamuse, ceilidh e sapori della Burns Night

Redazione by Redazione
22 Gennaio 2026
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La Scozia torna di casa a Roma con cornamuse, ceilidh e sapori della Burns Night
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L’Incaricato d’Affari e Ambasciatore del Regno Unito ad interim, David Burton OBE, scozzese doc, con il supporto di Scottish Development International, ha aperto le porte di Villa Wolkonsky a oltre 300 ospiti, per una serata interamente dedicata alla Scozia.

Cuore dell’evento, l’anniversario della nascita di Robert Burns (che ricorre il 25 gennaio), poeta simbolo dell’orgoglio scozzese, nato nel 1759, la cui fama è seconda solo a Shakespeare per numero di eventi che ne traggono ispirazione. Ospiti dell’Ambasciata, figure istituzionali – tra cui l’Ambasciatore USA, Tilman Fertitta, e dell’Australia, Julianne  Cowley, Carolyn Smith, la scozzese famosa in Italia per il suo ruolo nella giuria del programma RAI Ballando con le Stelle, l’influencer veneto di base a Edimburgo con oltre 2 milioni di follower su TikTok e Instagram, Davide Patron, la sindaca di Barga, Caterina Campani, ed il sindaco di Picinisco, Marco Scappaticci, comuni in cui ha origini gran parte della comunità italiana in Scozia – e gli amici della Scozia, tutti accolti in un abbraccio di cultura gaelica tra il classico pattern del tartan e il blu e bianco della Saltire, la bandiera scozzese. 

Nel solco della tradizione scozzese, gli ospiti sono stati accolti dalla cornamusa e il tamburo della City of Rome Pipe Band, che li hanno guidati attraverso le sale di rappresentanza della residenza fino alla cerimonia dell’haggis, introdotta dall’ospite della serata, David Burton. La lettura di Selkirk Grace, tradizionale preghiera scozzese, ha preceduto l’address to the haggis, prima della cena condita con prelibatezze scozzesi.

Il buffet, ricco di piatti iconici e rivisitazioni, ha incluso: scotch eggs; crostini con burro salato e salmone scozzese Coln Valley; crocchette di riso ai cardi; crocchette di patate e cheddar dell’Isola di Mull; salmone affumicato con scones e panna acida; haggis con opzione vegetariana; cannelloni ricotta e haggis; roast beef con crema al rafano; stufato di manzo scozzese alla birra; purè di patate e rape; frutta fresca; cranachan con crumble di Walkers; mousse al cioccolato al whisky torbato. La ricca presenza di prodotti made in Scotland, è stato possibile grazie al supporto diDunbia – Caledonia Crown, mentre l’abbinamento whisky-Parmigiano Reggiano ha riscosso enorme successo.

Non sono mancati i distillati, grazie a TekBar con il gin & tonic – con i brand Hill & Harbour, Downpour, Arbikie, Lind & Lime, Electric Gin, abbinati alla tonica Goldberg – a The Secret Garden Distillery, per altro gin & tonic, e a Fine Spirits per gli whisky.

Gli ospiti hanno potuto assaporare whisky dalle distillerie The GlenAllachie, Lochlea, Tomatin, Clydeside, Ardnahoe e Isle of Harris. Direttamente da Barga, dall’agriturismo “I Cedri”, il Syrah Tenuta Mordini finemente abbinato alla carne scozzese. Non è mancata la Scottish craft beer, birra artigianale, grazie al sostegno di Beerfellas.

Soddisfatti i palati, gli ospiti sono passati alle danze, con i tradizionali balli ceilidh con la musica dal vivo dei Coughdrops. Il caller, un altro scozzese doc dell’Ambasciata, Brian Shaw, ha diretto i balli nella ballroom con una sequenza di grandi classici: Gay Gordons,  Strip the Willow, Canadian Barn Dance, Dashing White Sergeant e Circassian Circle, chiudendo con Auld Lang Syne, tutte guidate dal Rome Scottish Dance Group. Dopo i balli del ceilidh, la serata si è conclusa con un omaggio pop alla Scozia contemporanea, con “I’m Gonna Be (500 Miles)” dei Proclaimers, un classico capace di coinvolgere il pubblico in un canto corale prima del saluto della cornamusa.

Novità di quest’anno, oltre al ritorno dell’esposizione dei tessili di Araminta Campbell, con la collezione Amber Riverbanks ispirata al fiume Dee, l’esposizione delle giacche di tweed di Walker Slater e una vetrina dedicata ai profumi di Jorum Studio, fragranze moderne e poetiche che catturano la bellezza della natura con uno spirito anticonvenzionale.

“Da scozzese, originario di Glasgow – David Burton OBE, Ambasciatore ad interim e Incaricato d’Affari del Regno Unito in Italia – è stato un privilegio per me ospitare a Villa Wolkonsky una serata dedicata alla Scozia nel segno di Robert Burns. Sono numerosi gli italiani che visitano la Scozia ogni anno, poco meno di 200 mila, e tantissimi gli appassionati della cultura e delle tradizioni locali. Il legame tra Scozia e Italia resta straordinariamente forte, alimentato anche dalla vivace e radicata diaspora italiana presente nel Paese, inclusa la mia città natale. Queste comunità, con le loro storie e tradizioni, testimoniano la profondità dei rapporti tra i nostri due popoli – ha concluso il diplomatico – e il valore duraturo delle relazioni umane che uniscono le nostre nazioni. Slàinte mhath!”.

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