Roma si prepara a diventare, per un giorno, uno dei crocevia simbolici del dialogo internazionale: il prossimo 9 marzo, la Camera dei Deputati ospiterà la celebrazione italiana del Commonwealth Day, ricorrenza che unisce 56 Paesi in cinque continenti e oltre 2,5 miliardi di persone. Un appuntamento che, quest’anno più che mai, guarda al futuro con un messaggio chiaro, racchiuso nel motto: “Unlocking opportunities together for a prosperous Commonwealth”.
Il filo conduttore del 2026 richiama infatti la necessità di affrontare insieme le sfide globali e di generare nuove opportunità economiche, sociali e culturali. Un tema che anticipa il clima del prossimo CHOGM, il vertice dei Capi di Governo del Commonwealth in programma ad Antigua e Barbuda dall’1 al 4 novembre 2026, dal titolo “Accelerating Partnerships and Investment for a Prosperous Commonwealth”.
La giornata romana si inserisce in una settimana di iniziative diffuse in tutto il mondo: cerimonie dell’alzabandiera, incontri interreligiosi, dibattiti pubblici, assemblee scolastiche e attività culturali che celebrano la diversità e la cooperazione tra i Paesi membri.
L’evento si aprirà con i saluti istituzionali del parlamentare Fabio Porta, deputato eletto nella Circoscrizione Estero, Presidente del Gruppo parlamentare di amicizia Italia–Guyana, da anni impegnato nel rafforzamento dei rapporti con le comunità italiane nel mondo. Seguiranno gli interventi di Nicola Care, rappresentante della ripartizione Africa–Asia–Oceania–Antartide e membro della Commissione Difesa, attento osservatore delle dinamiche geopolitiche del Commonwealth ed Edward Mura, Chairman del “Commonwealth Club of Rome”, realtà fondata nel 1947 che promuove il dialogo tra Italia e Paesi membri.
Momento centrale della giornata sarà la diffusione del Messaggio di Sua Maestà Re Carlo III, che ogni anno unisce simbolicamente tutte le celebrazioni nel mondo.
Seguirà un panel di Ambasciatori del Commonwealth, occasione per esplorare priorità, strategie di sviluppo e nuove possibilità di cooperazione multilaterale.
A chiudere i lavori, l’intervento di Gianni Lattanzio, Segretario Generale dell’Istituto per la Cooperazione con l’Estero, che offrirà una prospettiva italiana sulle sfide globali e sulle opportunità di partenariato.
Tre elementi rendono l’evento particolarmente rilevante nel panorama diplomatico italiano: diplomazia parlamentare in primo piano, focus su investimenti e sviluppo sostenibile e una rete globale in movimento (con 56 Paesi coinvolti, il Commonwealth rappresenta uno dei più vasti spazi di cooperazione internazionale).
La celebrazione alla Camera anticipa un 2026 ricco di appuntamenti per il Commonwealth, dai Commonwealth Games al vertice CHOGM di novembre che, come accennato, definirà le priorità politiche ed economiche dei prossimi anni.
“Il Commonwealth Day – spiega Edward Mura – non è una semplice celebrazione, ma un momento di connessione tra culture, economie e visioni. In un mondo che cambia rapidamente, la forza del Commonwealth sta nella capacità di costruire ponti e creare opportunità condivise. L’Italia – aggiunge il Presidente del Commonwealth Club of Rome – pur non essendo membro, è un partner naturale di questa rete globale”.


