Giovedì 27 novembre alle ore 18.00, il Circolo degli Esteri aprirà le sue porte all’inaugurazione della mostra personale di Antonia Di Giulio, intitolata “45.55”. Un’esposizione di alto profilo culturale che offre l’opportunità di ripercorrere l’itinerario creativo di un’artista poliedrica, la cui ricerca è profondamente intrecciata con il tessuto culturale romano.
La mostra sarà introdotta da due personalità di rilievo nel panorama artistico e diplomatico: il critico e storico dell’arte Achille Bonito Oliva, e Marco Maria Cerbo, Capo dell’Unità per i contenuti culturali della Direzione Generale per la diplomazia pubblica e culturale. A rendere omaggio all’artista interverrà anche Gaetano Cortese, Ambasciatore e autorevole voce della diplomazia italiana.
Antonia Di Giulio, nata a Sabudia e cresciuta a Roma, ha intrapreso il suo cammino artistico negli anni Ottanta sotto la guida di Paolo Cotani. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma, ha sviluppato una ricerca personale che attraversa pittura, fotografia e installazione, con una particolare attenzione alla dimensione del corpo e della memoria. Le sue opere, esposte in numerose gallerie e spazi istituzionali, riflettono una tensione poetica e concettuale che dialoga con il tempo, la materia e l’identità.
Il titolo “45.55” allude a una soglia, a un equilibrio instabile tra due polarità, forse tra giovinezza e maturità, tra visibile e invisibile. La mostra raccoglie lavori recenti e storici, offrendo una lettura trasversale del suo universo creativo, in cui la fotografia analogica si intreccia con la pittura gestuale e l’installazione ambientale.
L’appuntamento al Circolo degli Esteri si inserisce nel solco delle iniziative volte a valorizzare il dialogo tra arte contemporanea e diplomazia culturale, confermando il ruolo centrale dell’Italia come crocevia di linguaggi e sensibilità.
Nel corso del vernissage all’artista Antonia Di Giulio verrà consegnato dal prof. Antonio Imeneo il prestigioso premio BOOKS FOR PEACE quale tributo all’instancabile dedizione alla ricerca artistica e per l’originalità di un linguaggio visivo che, attraverso la fotografia, la pittura e l’installazione, ha saputo esplorare con profondità i temi dell’identità, della memoria e del corpo.

