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“Il Binario 21”, l’Editoriale di Enrico Pianetta

Redazione by Redazione
27 Gennaio 2026
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“Il Binario 21”, l’Editoriale di Enrico Pianetta
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di Enrico Pianetta*

Sono alla stazione Centrale di Milano. In questo freddo pomeriggio di gennaio, devo andare a Genova. Guardo il tabellone per conoscere il binario. Attorno a me c’è un via vai di gente, con valige, pacchi. Il binario è il 21. Il pensiero va al “Giorno della memoria” che si celebra il 27 gennaio: la memoria per i tanti che da quel “binario 21” ammassati nei vagoni furono costretti a partire verso l’orrendo e vergognoso buio di una disumana barbarie.

 Orrore, angoscia, incredulità per tanto orrore disumano: sono questi i sentimenti che si provano nella ricorrenza del “Giorno della memoria” che l’Italia ha istituito nel 2000 per ricordare la Shoah, la tragedia di milioni e milioni di ebrei deportati e trucidati nei campi di sterminio. Anche raccapriccio e sgomento, se pensiamo alle tante atrocità commesse in quei luoghi. Episodi che fanno rabbrividire le nostre coscienze e che dovrebbero allontanare per sempre il mostro dell’antisemitismo, che purtroppo non è morto ma continua ad alzare la testa in questa nostra Europa.    

È un mostro tremendo nei confronti del quale non possiamo abbassare la guardia.

L’antisemitismo si combatte con l’educazione, la formazione, l’informazione anche di episodi che facciano comprendere l’orrore di ciò che è accaduto con l’Olocausto. Episodi orrendi che non vanno dimenticati; come quello di bambini ebrei sottoposti dal dottor Mengele ad assurdi ed inutili esperimenti sulla tubercolosi.
“Chi vuole vedere la mamma, faccia un passo avanti”.  Venti bambini furono scelti così. Dopo mesi di strazianti e disumane sofferenze Menghele e i suoi criminali colleghi decisero che non servivano più e che conveniva sopprimerli. Li trasferirono alla scuola di Bullenhaser Damm dove furono impiccati: poi quei corpicini con ancora i segni delle atroci sofferenze furono bruciati per non lasciare tracce. 

Venti bambini di questa nostra Europa tra i quali Sergio De Simone di Napoli. Dobbiamo ricordarli. Dobbiamo ricordare a tutti noi e alle giovani generazioni i milioni di ebrei ammazzati nelle camere a gas. Episodi e azioni che fanno rabbrividire le coscienze e che ci devono far reagire, se vogliamo sperare che l’antisemitismo non ritorni e se vogliamo sperare con le parole e i sentimenti di Anna Frank:” Odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure. Partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure quando guardo il cielo penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità”. 

*già Presidente Associazione Interparlamentare di Amicizia Italia-Israele

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