di Costantino Salis*
Le elezioni dei Comites dovrebbero rappresentare uno dei principali strumenti di partecipazione democratica per gli italiani residenti all’estero. In realtà, il modello di voto attuale limita drasticamente l’efficacia di questo strumento, escludendo gran parte dei cittadini italiani iscritti all’AIRE.
Il problema principale è il sistema dell’ “opt-in”. Questo meccanismo, poco conosciuto anche tra gli stessi cittadini, obbliga chi vuole votare ad attivarsi personalmente: conoscere le date, informarsi sulle procedure e registrarsi entro scadenze precise. Chi non compie questi passaggi, pur essendo regolarmente iscritto all’AIRE, non può votare. È un sistema che sposta sul cittadino l’intero onere della partecipazione, mentre la democrazia dovrebbe partire dalla piena accessibilità del voto.
La comunicazione istituzionale, limitata soprattutto ai siti delle sedi diplomatiche, non raggiunge la maggior parte degli italiani all’estero. Le informazioni circolano spesso solo sui social network, dove le liste candidate comunicano prevalentemente ai propri contatti, rafforzando il rischio che solo gli amici o sostenitori di ciascuna squadra siano informati. Così, il diritto di voto diventa di fatto un privilegio di pochi.
Un esempio concreto si è visto in Grecia, durante il rinnovo dei Comites al dicembre del 2021: su circa 13.000 iscritti all’AIRE, hanno partecipato al voto appena 300 persone, poco più del 2%. Un dato che mostra chiaramente quanto il modello attuale non sia in grado di garantire una reale rappresentanza.
Non si tratta di un problema locale, ma di un limite strutturale che riguarda tutti i Comites nel mondo. È urgente trovare soluzioni concrete per rendere le elezioni più inclusive e trasparenti. La prima misura dovrebbe essere garantire che tutti gli iscritti all’AIRE ricevano almeno una comunicazione personale via email ai propri indirizzi elettronici, con l’invito a partecipare al voto e una breve presentazione delle linee programmatiche delle liste candidate. In questo modo ogni cittadino può essere informato e valutare le proposte prima di esprimere il proprio voto: è così che la democrazia diventa reale.
In parallelo, l’introduzione del voto digitale sicuro e certificato renderebbe il processo più accessibile, rapido e verificabile, mentre la creazione di spazi ufficiali per presentazioni pubbliche delle liste e dei programmi garantirebbe maggiore trasparenza e confronto democratico reale.
La mia non vuole essere una critica alle persone, ma una denuncia chiara di un modello che oggi limita la partecipazione e riduce la rappresentatività dei Comites.
*Presidente Comites – Grecia
