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DIALOGHI ITALIANI, Costantino Salis incontra l’Europarlamentare Salvatore De Meo

Redazione by Redazione
13 Febbraio 2026
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DIALOGHI ITALIANI, Costantino Salis incontra l’Europarlamentare Salvatore De Meo
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di Costantino Salis – Presidente Comites Grecia

“Dialoghi Italiani” nasce come uno spazio di confronto pensato per dare voce ai protagonisti del mondo istituzionale, politico e sociale, in Italia e all’estero, andando oltre la dimensione formale dei ruoli pubblici. La rubrica intende raccontare non solo le funzioni, ma anche le persone: i percorsi, le scelte, le esperienze e le visioni che ne hanno segnato il cammino. Attraverso un dialogo diretto e aperto, “Dialoghi Italiani” si propone di avvicinare le istituzioni ai cittadini, offrendo uno sguardo più umano e concreto sull’impegno pubblico. 

In questo quadro si colloca l’incontro con Salvatore De Meo, eurodeputato eletto nella Circoscrizione Italia Centrale (Lazio, Umbria, Toscana e Marche) nelle liste di Forza Italia. Laureato in giurisprudenza e forte di una lunga esperienza nelle istituzioni locali, De Meo è oggi al suo secondo mandato al Parlamento europeo, dove ricopre incarichi di rilievo in settori strategici quali l’agricoltura, gli affari costituzionali, il mercato interno e le politiche legate alla sicurezza e alla difesa. 

Particolarmente significativo è il suo ruolo di Presidente della Delegazione del Parlamento europeo per i rapporti con l’Assemblea parlamentare della NATO, incarico che lo colloca al centro del dialogo tra Unione europea e Alleanza Atlantica in una fase cruciale per gli equilibri internazionali. La sua esperienza istituzionale e politica offre così lo spunto per un confronto che intreccia responsabilità pubblica e dimensione personale, affrontando il lavoro svolto in Europa, il ruolo del suo partito e il rapporto con le comunità italiane nel mondo.

Onorevole De Meo, guardando al suo percorso, c’è stato un momento in cui ha compreso che l’impegno europeo sarebbe diventato il luogo principale in cui portare avanti la sua visione politica e il suo lavoro per Forza Italia? “Grazie al mio percorso politico, iniziato come consigliere comunale e proseguito come consigliere provinciale, assessore e poi sindaco della città di Fondi per due mandati, ho avuto l’opportunità di conoscere da vicino i bisogni dei cittadini e di rappresentare concretamente i territori. Durante il mio secondo mandato da sindaco ho inoltre fatto parte, per cinque anni e in quota ANCI, del Comitato delle Regioni, l’assemblea dei rappresentanti locali e regionali dell’UE, un’esperienza che mi ha fatto comprendere quanto sia fondamentale portare la voce delle comunità anche a livello europeo. È stato proprio in quel periodo che ho realizzato ancor di più che l’impegno europeo non era distante dalle esigenze dei cittadini, ma il contesto naturale in cui portare avanti la mia visione politica e i valori di Forza Italia. Quando, a seguito di questa esperienza, il partito mi ha proposto come candidato alle elezioni del Parlamento europeo del 2019, che mi hanno visto eletto nella circoscrizione Italia centrale comprendente Lazio, Marche, Umbria e Toscana, ho sentito chiaramente di poter contribuire in modo concreto ad affrontare sfide decisive per il Paese, dalla crescita economica alla tutela di agricoltori e imprese, dalla transizione energetica alla politica estera, ambiti in cui le decisioni si prendono sempre più spesso a Bruxelles e Strasburgo. In quel passaggio ho capito che potevo fare la differenza, portando il contributo dell’Italia all’interno della famiglia del Partito popolare europeo e lavorando affinché l’Europa fosse percepita non come distante, ma come una reale opportunità per le persone”.

Quali sono secondo lei i problemi più urgenti che l’Italia sta affrontando oggi e quali priorità ritiene essenziali per migliorare la vita dei cittadini nel Paese? “L’Italia oggi affronta sfide economiche e sociali complesse, con una crescita ancora debole, il caro energia che pesa su famiglie e imprese, l’inflazione che riduce il potere d’acquisto e un mercato del lavoro che fatica a valorizzare giovani e competenze. A queste difficoltà si aggiungono nodi strutturali come il divario territoriale, la lentezza amministrativa e una pressione fiscale che spesso penalizza chi produce e investe. Il buon operato del governo e l’azione del centrodestra unito stanno garantendo stabilità nazionale e stanno rafforzando la posizione dell’Italia in Europa e nel mondo, affermando il Paese come una potenza credibile e migliorando i rapporti diplomatici, anche grazie al lavoro del Vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani. Questa solidità rappresenta la base su cui rafforzare l’economia italiana, affrontare le sfide sociali e creare opportunità concrete per gli italiani. Da parlamentare europeo ritengo essenziale saper cogliere le opportunità offerte dall’Unione europea, dal mercato unico ai finanziamenti per lo sviluppo, la ricerca e la coesione. Ma, soprattutto a livello nazionale, è fondamentale ridurre la pressione fiscale, sostenere il ceto medio, aumentare i salari più bassi, rafforzare le imprese e migliorare il sistema sanitario, rendendolo più efficiente e vicino ai cittadini. Le priorità devono mirare a garantire crescita, occupazione stabile e opportunità reali per famiglie, lavoratori e aziende”.

Quali sono invece le principali sfide che l’Europa deve affrontare oggi in modo concreto? “L’Europa deve affrontare sfide concrete e urgenti sia sul fronte della sicurezza sia su quello della competitività globale. È fondamentale rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione, non solo in ambito energetico e alimentare, ma anche difensivo, sviluppando strategie comuni che permettano agli Stati membri di coordinarsi efficacemente e di reagire alle nuove minacce, sempre all’interno dell’Alleanza Atlantica della NATO. Sul piano economico, l’Ue deve migliorare la propria competitività diversificando le relazioni con nuovi partner commerciali, garantendo reciprocità e salvaguardie, e affrontando con equilibrio i rapporti complessi con gli Stati Uniti. Questo non solo consolida il ruolo globale dell’UE, ma stimola anche innovazione tecnologica, crea posti di lavoro e rafforza l’indipendenza economica dell’Europa. Allo stesso tempo, è essenziale sostenere le imprese, promuovere una crescita sostenibile e inclusiva, accelerare le transizioni verde e digitale, proteggere le frontiere comuni e consolidare lo Stato di diritto. Come eurodeputato, il mio impegno è tradurre queste priorità in azioni concrete, per costruire un’Europa più forte, sicura e prospera, capace di affermarsi nello scenario globale”.

Se dovesse descrivere una giornata tipo a Bruxelles o Strasburgo, dall’inizio alla fine, come si svolgono i suoi impegni istituzionali e come riesce a conciliarli con la vita personale? “A Bruxelles si svolge gran parte del lavoro di preparazione dei fascicoli e degli iter legislativi. La giornata inizia molto presto nel mio ufficio, con riunioni con la mia segreteria, la delegazione di Forza Italia ed il gruppo PPE, per definire le posizioni comuni sui dossier in agenda. Gran parte del lavoro si concentra nelle Commissioni Parlamentari agricoltura, affari costituzionali, mercato interno e sicurezza e difesa, di cui sono membro, e nella delegazione per i rapporti con l’assemblea parlamentare della Nato, di cui sono Presidente. Nel corso della giornata si susseguono interviste, incontri istituzionali con altri parlamentari, con i visitatori, con i rappresentanti di categoria, mentre la sera è spesso dedicata ad incontri informali ed eventi di rappresentanza. A Strasburgo, ci si riunisce una volta al mese e si conclude l’iter avviato a Bruxelles. La settimana di plenaria è il momento in cui le attività quotidiane prendono forma, con sessioni di voto, interventi e negoziati che spesso si protraggono fino a tarda sera. Riuscire a conciliare impegni lavorativi e vita personale rappresenta una sfida, ma grazie a un’organizzazione efficace e a una certa flessibilità negli spostamenti tra i due Paesi riesco a mantenere un equilibrio, senza mai rinunciare alla famiglia, la mia priorità più importante”.

Il suo lavoro include attività molto diverse — dalla partecipazione alle commissioni alle delegazioni internazionali fino agli incontri con i cittadini. Quale di queste esperienze le ha dato maggiore soddisfazione e perché? “Le tante e diverse attività che svolgo, dal lavoro nelle commissioni parlamentari e in plenaria fino agli incontri con i cittadini, sono tutte collegate tra di loro perché il lavoro istituzionale a Bruxelles e Strasburgo è fondamentale per rispondere concretamente alle esigenze e ai problemi delle persone. Senz’altro, però, gli incontri con i cittadini e il confronto con i territori sono la parte più importante del mio lavoro. Sono uno stimolo e una forza per portare le loro istanze in Europa e avvicinare le persone alle Istituzioni. Ascoltare direttamente le loro necessità mi permette di raccogliere suggerimenti, capire i problemi reali e lavorare per migliorare ciò che non funziona, rafforzando fiducia e partecipazione”.

Fuori dai ruoli istituzionali, come trascorre il suo tempo libero? Ci sono passioni o attività che la aiutano a mantenere l’equilibrio tra lavoro e vita privata? “Fuori dai miei ruoli e impegni istituzionali cerco di dedicare il maggior tempo possibile soprattutto alla famiglia, che rappresenta il mio equilibrio e la mia priorità. Nonostante i ritmi intensi tra Bruxelles, Strasburgo e i numerosi incontri a livello locale, questi momenti sono fondamentali per ricaricare le energie e mantenere serenità.
Lo sport è una componente importante della mia quotidianità, perché mi aiuta a scaricare lo stress e a mantenere il benessere fisico e mentale. Cerco inoltre di ritagliarmi momenti per leggere, visitare musei e partecipare a eventi e iniziative culturali. Quando posso, torno sempre volentieri al MOF, il Mercato Ortofrutticolo di Fondi, che per me è stato ed è una casa. Il mondo dell’agroalimentare e del cibo non è solo parte della mia storia personale e del mio territorio, ma anche una passione che vivo con piacere nel tempo libero: scoprire prodotti, tradizioni e qualità italiane è un modo semplice e autentico per restare legato alle mie radici”.

Le nuove generazioni di italiani all’estero spesso vivono tra due culture. Quale messaggio ritiene importante trasmettere loro oggi, sia come rappresentante di Forza Italia sia come eurodeputato? “Le nuove generazioni di italiani che vivono all’estero e crescono tra due culture rappresentano una grande opportunità e una vera ricchezza per il nostro Paese. Sono oltre 6,5 milioni gli italiani registrati all’AIRE e circa 80 milioni nel mondo hanno una qualche discendenza italiana, e ognuno di loro è, a tutti gli effetti, un ambasciatore dell’Italia nel mondo. Il messaggio che ritengo importante trasmettere è quello di non rinunciare alla propria identità, ma di viverla come una forza. Avere solide radici italiane e, allo stesso tempo, uno sguardo aperto al mondo è un valore aggiunto, sia per l’Italia sia per i Paesi che li accolgono. Nel mio ruolo di Responsabile nazionale del Dipartimento Italiani all’estero di Forza Italia, dal 2022 lavoro per rafforzare il loro legame con l’Italia e incentivarne il coinvolgimento nella vita politica, culturale e democratica, sia del Paese d’origine sia di quello in cui vivono. In questo senso, iniziative come “Turismo delle radici”, promosse dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani, rappresentano un esempio concreto: permettono ai giovani di tornare nei luoghi dei propri antenati, riscoprire le loro strade e rafforzare identità, memoria e senso di appartenenza”.

Nel corso del suo mandato, ha incontrato storie di italiani nel mondo che l’hanno colpita particolarmente. Ce n’è una che ricorda con maggior emozione o che ha cambiato il suo modo di vedere il rapporto tra Italia ed Europa? “Non c’è una sola storia che possa rappresentare l’esperienza degli italiani nel mondo, ma ce ne sono moltissime che mi hanno colpito e che testimoniano quanto i nostri concittadini siano straordinari. Dagli artisti agli artigiani, dai cuochi e pizzaioli fino a chi lavora nelle istituzioni europee, tutti danno onore all’Italia con il loro talento, la loro professionalità e il loro impegno lontano da casa. Tra i molti esempi significativi, voglio citare anche il percorso di Antonio Tajani perché è certamente emblematico, avendo rappresentato l’Italia in Europa per circa 30 anni come eurodeputato, come Commissario e vicepresidente esecutivo della Commissione europea, come Presidente del Parlamento europeo, dando lustro all’Italia e all’Europa, rafforzandone la relazione e dimostrando quanto sia importante portare con competenza e dedizione i valori e gli interessi del nostro Paese all’interno delle istituzioni europee”.

Guardando avanti, quali obiettivi si pone per il futuro, sia nel suo ruolo europeo sia come esponente di Forza Italia, per rafforzare la presenza e la voce dell’Italia in Europa e nel mondo? “Nel mio secondo mandato da Parlamentare europeo, continuo a impegnarmi con dedizione per rafforzare la presenza e la voce dell’Italia in Europa e nel mondo. Sarò a disposizione del mio partito e dei tanti cittadini che rappresento, lavorando per tradurre i valori di Forza Italia in azioni concrete che facciano davvero del bene per il Paese. “Il mio obiettivo principale è contribuire a costruire un’Italia più forte, sicura e competitiva, mostrando quanto sia importante e proficua la collaborazione con i Paesi che fanno parte dell’Unione europea. L’Ue non è solo un contesto istituzionale distante, ma uno strumento concreto per generare crescita, opportunità e progresso per i cittadini italiani, rafforzando al contempo il ruolo del nostro Paese sullo scenario internazionale”.

A cura di Costantino Salis – Presidente Comites Grecia

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