“Un uomo del fare, così come piace al Presidente Trump”: Andrea Di Maso è già pronto a scommettere sulle qualità di Tilman Fertitta, proprietario della squadra di basket degli Houston Rockets, nonché imprenditore del settore ospitalità-entertainment, fresco di nomina e nuovo Ambasciatore degli States a Roma. “Una scelta – ci spiega – che rispecchia fedelmente la “vision” del neo Presidente degli Stati Uniti”.
Ceo di Atlanis, realtà imprenditoriale che opera in tutta Europa nella progettazione e produzione di eventi e allestimenti, già Presidente e Amministratore Delegato della Segnalet Italia S.p.A., Di Maso è stato membro del Comitato organizzatore, Consulente e Official Supplier di ben cinque edizioni degli Internazionali di Tennis d’Italia a Roma, Consulente e Membro del Comitato organizzatore del Sei Nazioni di Rugby e del Comitato per i cento anni del Coni.
Fondatore e ideatore del “ Festival del Cuore”, è Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana e Commendatore in tema di solidarietà, onorificenza conferita dal Principe Alberto di Monaco.

Di Maso, Roma si prepara ad accogliere Tilman Fertitta come nuovo Ambasciatore degli Stati Uniti. “Una scelta che, a mio avviso, rispecchia la vision di Trump. Nel 2023 Forbes valutava la sua fortuna in 8,4 miliardi di dollari, Fortune lo colloca al 260.imo posto nella lista delle persone più ricche. Ha origini siciliane, e ritengo che questo sia un aspetto molto importante. Suo padre Vic era proprietario di un ristorante di pesce e, dopo la scuola, Fertitta dava una mano a sgusciare i gamberetti. La sua carriera si è divisa tra hotel, ristoranti, casinò e parchi di divertimento. Un uomo del fare, come piace al Presidente”.
A proposito di Stati Uniti, l’export italiano rischia oggi di soffrire più di quello di altri Paesi europei in una potenziale guerra commerciale innescata dai dazi Usa. Lei cosa ne pensa? “I ragionamenti fin qui esposti si limitano a mio avviso a considerare solo la reciprocità dei dazi, mentre non contemplano l’IVA o altre imposte perché, nonostante rappresentino un’ulteriore barriera secondo l’Amministrazione americana, mancano elementi conoscitivi imprescindibili per una chiara quantificazione del loro impatto”.
Restando sull’economia, da manager sportivo, come si spiega a suo avviso il fatto che molte società professionistiche nello sport italiano abbiano una proprietà straniera? “Perché la scelta di investire in Italia? Le motivazioni sono le più diverse: dal valore storico, soprattutto in questo caso del calcio italiano, al valore affettivo degli investitori verso l’Italia, magari per le loro origini legate al Bel Paese, come nel caso di Rocco Commisso. Va considerato poi senz’altro anche l’aspetto più “imprenditoriale”, legato ai costi di acquisizione, minori rispetto ai competitor (esempio Premier League), ai potenziali margini di sviluppo e ai potenziali guadagni. Senza dimenticare poi che, molti di questi investimenti, hanno tenuto nel dovuto conto anche l’aspetto infrastrutturale, legato agli impianti delle società sportive”.
Lei è stato Vicepresidente di AIRL, l’ente del terzo settore che riunisce i 20 mila italiani che subirono la confisca e furono espulsi dalla Libia. Come vivono oggi? “Questo tema purtroppo ha condizionato la vita della mia famiglia a cui sono stati confiscati tutti i beni. La politica avrebbe potuto portare a una gestione più avveduta dei destini della Comunità, la cui principale battaglia, dopo l’espulsione, fu combattuta non contro il governo libico, bensì nei confronti della Madrepatria, particolarmente disattenta alla sorte dei propri connazionali. Oggi, moltissimi di quei rimpatriati non ci sono più, mentre noi figli ci siamo dovuti impegnare per ricostruire il nostro futuro”.
Qual è la situazione in Libia oggi? “Le recenti tensioni in Libia si sono allentate, anche grazie alla mediazione dell’ONU, ma il Paese resta bloccato in una situazione precaria”.
Chiuderei questa intervista parlando delle sue prossime iniziative in programma? “Con il mio gruppo sono impegnatissimo, soprattutto per quanto riguarda l’organizzazione di eventi e allestimenti in tutta Europa. Quest’anno festeggiamo 25 anni di attività e, proprio per questo motivo, sto pensando ad un grande evento in estate con tutti gli amici che ci hanno accompagnato in questo meraviglioso percorso. Ogni giorno sono concentrato sui nostri nuovi progetti. Vede, ho sempre pensato che per ogni evento sia necessario essere al massimo livello tecnologico possibile. Ognuno dei nostri progetti è caratterizzato poi dall’emozione che, come amo ripetere, non appartiene mai al singolo, ma alla collettività”.