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Alessandro Gaglione, Presidente del Comites di Londra: “Rappresentare 400mila italiani è per me un onore e una grande responsabilità”

Redazione by Redazione
13 Novembre 2025
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Alessandro Gaglione, Presidente del Comites di Londra: “Rappresentare 400mila italiani è per me un onore e una grande responsabilità”
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“Da sempre mi occupo di emigrazione Italiana”: con queste parole Alessandro Gaglione sintetizza un percorso professionale e umano che ha fatto della tutela dei diritti e dell’identità dei connazionali all’estero una missione quotidiana. Solicitor, Avvocato, Notary e Presidente del COMITES di Londra, è da anni una figura di riferimento per la Comunità italiana nel Regno Unito, capace di coniugare competenza giuridica e profondo senso civico.

Partner-fondatore dello studio legale anglo-italiano SLIG LAW LLP, con sedi a Londra e Roma, Gaglione ha costruito una carriera internazionale offrendo assistenza legale a clienti italiani e stranieri. “Ho maturato una significativa esperienza nei settori immobiliare e commerciale-societario”, spiega, e non a caso è spesso relatore in convegni e seminari dedicati agli acquisti immobiliari in Gran Bretagna. La sua attività si estende anche all’ambito accademico, con docenze in Italia e nel Regno Unito sulla terminologia giuridica e sul sistema legale inglese.

Dal 2015 è membro del COMITES – Comitato degli Italiani all’estero – di Londra, di cui oggi è Presidente. Un ruolo che interpreta con passione e responsabilità, portando avanti iniziative concrete a favore della Comunità. Ma il suo impegno civico affonda radici più lontane: nel 2000 ha fondato l’Associazione di volontariato “MONDOITALIANO”, e dal 2008 offre consulenza legale gratuita, con cadenza bisettimanale, presso la Chiesa Italiana di San Pietro in Londra.

Avvocato, cosa significa per lei rappresentare, in qualità di Presidente del Comites, la Comunità italiana che vive a Londra? “Rappresentare una Comunità di circa 400mila connazionali è sicuramente impegnativo, richiede una dedizione particolare: tuttavia, questo impegno, è ampiamente ripagato dalle soddisfazioni per il lavoro svolto. Al tempo stesso, sottolineo la responsabilità di rappresentare una Comunità così numerosa, che è sicuramente molto alta, anche in considerazione del fatto che la nostra collettività è molto variegata e, quindi, bisogna essere in grado di interpretare le esigenze e le istanze delle varie aree che la compongono. Ad ogni modo, fortunatamente, il nostro Comitato è composto da 18 consigliere e consiglieri molto validi, che rendono il lavoro e la responsabilità molto più gestibili. In ogni caso, è sicuramente un onore rappresentare una delle più grandi (se non la più grande) Comunità italiane all’estero nell’ambito di una delle principali funzioni del Comites, che è proprio quella di rappresentanza”.

Come si lega la sua storia personale al Regno Unito? “Dopo essermi abilitato come avvocato in Italia nel 2002, ho intercettato una crescente richiesta di assistenza legale, principalmente in favore dei tanti inglesi che, all’epoca, compravano immobili in Italia. Questa richiesta, è cresciuta così tanto ed in così poco tempo, da rendere necessaria una mia presenza fisica a Londra (all’epoca le tecnologia non era quella che conosciamo oggi ed anche il modo di viaggiare era diverso), dove, ricevendo anche richieste da parte di clienti italiani con interessi in Inghilterra, ho deciso di acquisire l’abilitazione anche come Solicitor (avvocato) in Inghilterra e Galles e, pertanto, poter fornire consulenza legale in entrambe le giurisdizioni. Successivamente, ho acquisito anche l’abilitazione come notaio inglese e tuttora ricopro con orgoglio la carica di Consigliere Nazionale della “Notaries’ Society of England and Wales”, organismo di rappresentanza di circa 770 notai inglesi. Nel corso degli anni, in perfetto stile migratorio, mi hanno raggiunto a Londra anche i miei fratelli Giuseppe e Roberto, che hanno seguito il mio identico percorso e con i quali oggi gestiamo il nostro studio notarile e legale”.

E’ possibile tracciare un profilo che ben rappresenti gli italiani che vivono a Londra? “Oltre ad essere, come detto, molto numerosa, la Comunità italiana è presente in maniera importante non solo a Londra, ma in tutta la circoscrizione consolare di riferimento, che praticamente comprende il sud dell’Inghilterra ed il Galles e, in quanto tale, è molto estesa. Circostanza questa che, per il Comites di Londra, rappresenta una sfida in più. Caratteristica importante della nostra collettività, è quella di essere molto variegata. Si dice spesso che Londra sia in pratica una delle “prime città italiane” per numero di connazionali che vi risiedono. Questo è sicuramente vero: tuttavia aggiungerei che un’altra caratteristica che rende Londra una città italiana è la presenza di tutte le categorie sociali che troviamo in una città italiana, ad esempio è ancora molto ben rappresentata la prima emigrazione, ma sono presenti anche la seconda, terza e quarta generazione, di cui fanno parte professionisti, accademici, scienziati, medici, famiglie, studenti, imprenditori, e via dicendo…”. 

In generale, a suo avviso, come si è integrata la nostra Comunità? “Molto bene. A partire dall’ondata migratoria ancora presente (quella degli anni 50/60), includendo la seconda e terza generazione, nonché i connazionali che sono emigrati successivamente, fino agli anni scorsi, gli italiani si sono integrati benissimo, ricoprendo più o meno tutte le posizioni disponibili in ambito professionale, imprenditoriale, politico e spesso raggiungendo posizioni di eccellenza, riuscendo a portare nel Regno Unito la preparazione e le competenze che l’Italia sa e deve esportare nel mondo. Come Comites di Londra, siamo molto attivi in progetti mirati all’integrazione dei connazionali nella realtà locale, nell’ambito di un’altra importante funzione del Comites, che è proprio quella di favorire l’integrazione dei connazionali nel contesto locale”.

Come definirebbe il rapporto fra il Comites da lei presieduto e la rete diplomatica italiana? “Eccellente. Come dico spesso, stiamo attualmente vivendo un periodo nel quale, come Comites, abbiamo il piacere di lavorare ed interagire con persone, prima ancora che diplomatici o funzionari dell’Amministrazione dello Stato, competenti e veramente dedicate alla nostra Comunità. In alcune circostanze, per la nostra rete diplomatica sarebbero necessarie ulteriori risorse, tuttavia le persone che la compongono superano queste difficoltà mettendo di campo spirito di servizio e lavoro in favore dei connazionali. Nel corso degli anni, si è creato un ottimo rapporto bilaterale fatto di rispetto, ascolto, collaborazione ed assistenza, elementi essenziali per il Comites, al fine di poter assolvere alla sua funzione, non solo di rappresentanza, ma anche informativa e di supporto alla nostra collettività”.

C’è un diplomatico in particolare che le fa piacere ricordare in questa intervista per la sua vicinanza agli italiani all’estero? “Riprendendo quello che ho detto sopra, farei veramente un torto agli altri menzionando qualcuno in particolare. Ci tengo veramente a ribadire che tutti i diplomatici attualmente presenti nel Regno Unito, esprimono una forte vicinanza ai nostri connazionali: come dico spesso, siamo proprio un’isola (non solo geograficamente) felice!”.

Ricordo più bello da Presidente? “Non posso non ricordare con affetto ed orgoglio la curiosità e l’interesse dei bambini durante alcuni eventi di lettura di libri in italiano, nonché il divertimento e la gioia durante le feste della Befana e di Carnevale che abbiamo organizzato, in ossequio ad un’ altra funzione molto importante del nostro mandato che è quella del mantenimento e della promozione della lingua e delle tradizioni italiane”.

E il più brutto? “Quando finirà il mio mandato! Scherzi a parte, mi sono dispiaciute moltissimo le (fortunatamente poche) occasioni nelle quali il dibattito si è spostato da un piano fattivo e di volontariato (come dovrebbero essere tutte le attività del Comites) ad un piano politico che, invece, come tale non dovrebbe trovare spazio nell’ambito delle iniziative del Comitato, rischiando di far perdere di vista quelle che sono le vere finalità ed i beneficiari delle attività del Comitato”.

Siete in contatto anche con Comites che operano in altre parti del mondo? “Siamo in stretto contatto con gli altri due Comites del Regno Unito, con i quali abbiamo anche realizzato iniziative congiunte come, da ultimo, il progetto “Gocce d’Italia”, una docuserie di 19 puntate sulla vasta e variegata Comunità italiana in UK. Inoltre, sempre con i Comites di Manchester e di Scozia ed Irlanda del Nord, organizziamo regolarmente attività informative su temi che riguardano tutti i nostri connazionali, indipendentemente dalla loro localizzazione geografica. Infine, le moderne tecnologie, ci permettono di mantenere facilmente rapporti informali con altri componenti dei Comites nel mondo. Tuttavia credo che sia veramente auspicabile un forum virtuale costante, tra i Presidenti dei Comites nel mondo, per lo scambio di buone prassi, consigli, iniziative, ecc”.

Socio fondatore dell’Associazione di Volontariato Mondoitaliano. Com’è nata l’idea di costituirla e di cosa si occupa? “Da sempre sono appassionato di emigrazione italiana e mi sono occupato dei connazionali all’estero. Pertanto, nel 2000, sono stato socio fondatore, tra gli altri, con i miei fratelli Giuseppe e Roberto e su iniziativa di mio padre Angelo, dell’Associazione di Volontariato Mondoitaliano che, da oltre 25 anni, si occupa – tra le altre cose – di mantenere e promuovere all’estero la lingua, la cultura, l’arte e le tradizioni italiane. Nel Regno Unito l’Associazione è molto attiva non solo a Londra, ma anche in Galles ed in altre località, in particolare, attraverso la sensibilizzazione in merito all’insegnamento della lingua italiana ai bambini, visite guidate presso musei inglesi dove sono custoditi capolavori di arte italiana ed incontri con le varie Comunità a livello locale per provare a trasformare, come diciamo spesso, la “presenza” italiana in “Comunità” italiana”.

Sua l’idea anche di costituire LEGALITALIA, il Coordinamento Permanente tra Istituzioni, Rappresentanze delle professioni legali, sia inglesi che italiane, Associazioni e Professionisti italiani, del settore legale, che operano nel Regno Unito. “A differenza di quando ho iniziato la mia attività legale a Londra molti anni fa, oggi i connazionali in UK che operano nel settore legale sono moltissimi. Gli italiani sono solicitors, barristers, notai e giudici. Molti, sono anche iscritti in Albi professionali in Italia, e pertanto è, a mio avviso, importante mantenere un coordinamento permanente sia tra Professionisti sia tra Rappresentanze. Nell’ambito delle mie attività nel Comites ho promosso così il primo incontro generale, appunto LEGALITALIA, che si è svolto l’anno scorso e che ha permesso di tracciare una prima analisi della presenza italiana nelle professioni legali in UK. Sperando nell’accoglimento – da parte del MAECI – delle richieste del Comites di Londra contenute nel Bilancio Preventivo 2026, dovrebbe vedere la luce l’anno prossimo la seconda riunione LEGALITALIA, che avrà ad oggetto tematiche specifiche ed un fondamentale aggiornamento per i professionisti del settore legale italiani che operano all’estero”.

Prossime iniziative in programma? “Come Comites di Londra abbiamo molte iniziative in programma in favore dei nostri connazionali. Tuttavia, quella che mi farebbe veramente piacere riuscire a porre in essere prima della scadenza del mio mandato – fondi ministeriali permettendo – è una mappatura completa, in continuità con quanto già effettuato per la Comunità italo-bengalese, della Comunità italo-brasiliana (anch’essa molto presente in UK) nonché della numerosissima Comunità italiana di seconda generazione. Sarebbe questo, a mio avviso, un doveroso riconoscimento ai nostri connazionali!”.

Intervista di Marco Finelli

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