Nell’ambito della XXVI edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo si è svolta la cerimonia di premiazione della VII edizione del Premio Letterario “Ambasciatrici e Ambasciatori presso la Santa Sede”, iniziativa che negli anni si è affermata come un significativo appuntamento culturale volto a valorizzare il ruolo della lingua italiana quale strumento di dialogo, conoscenza e incontro tra popoli e tradizioni diverse.
Ad aggiudicarsi l’edizione 2026 è stata Giulia Ceccutti con il volume “Respirare il futuro – La sfida di Neve Shalom e Wahat al-Salam”, un’opera che racconta l’esperienza della comunità israeliano-palestinese fondata sulla convivenza, sul rispetto reciproco e sulla costruzione quotidiana della pace. Attraverso una narrazione attenta e approfondita, l’autrice offre uno sguardo concreto su una realtà che rappresenta un laboratorio unico di dialogo in una delle aree più complesse del panorama internazionale.
Alla cerimonia ha preso parte anche il Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, Monsignor Paolo Rudelli, confermando l’attenzione della Santa Sede verso le iniziative culturali capaci di promuovere il confronto fra culture e la diffusione dei valori della comprensione reciproca e della pace.
Istituito dal Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, il Premio Letterario “Ambasciatrici e Ambasciatori presso la Santa Sede” nasce con l’obiettivo di riconoscere opere in lingua italiana che contribuiscano alla conoscenza delle realtà internazionali, del dialogo interculturale e delle principali sfide che interessano la comunità globale. Nel corso delle sue precedenti edizioni il premio ha saputo coinvolgere autori, diplomatici, studiosi e rappresentanti delle istituzioni, consolidandosi come uno spazio di riflessione sulle grandi questioni del nostro tempo attraverso il linguaggio della letteratura e della saggistica.
La manifestazione si inserisce nel più ampio calendario della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, promossa annualmente dalla rete diplomatico-consolare italiana, dagli Istituti Italiani di Cultura e dai principali attori della promozione culturale del Paese, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza della lingua italiana e valorizzarne il ruolo quale veicolo di cultura, dialogo e cooperazione internazionale.
Con la scelta di premiare un’opera dedicata all’esperienza di Neve Shalom e Wahat al-Salam, la giuria ha inteso porre l’accento sul valore della convivenza e della responsabilità condivisa, sottolineando come la cultura e la parola possano ancora rappresentare strumenti essenziali per costruire ponti laddove sembrano prevalere divisioni e contrapposizioni.

