La contaminazione e l’avvelenamento dei fiumi dell’Amazzonia con il mercurio impiegato per estrarre oro, bene-rifugio sempre più richiesto in tempi di tensioni geopolitiche: questa la denuncia che una delegazione di esperti e attivisti del Sud America porterà a Papa Leone XIV mercoledì 30 settembre in Vaticano.
L’udienza nasce da un’iniziativa di Jesús Olivero-Verbel, professore all’Università di Cartagena, in Colombia, che da anni lavora con ricercatori e organizzazioni di diversi Paesi dell’Amazzonia. Con lui ci saranno anche Oscar Campanini Gonzales, del Centro de documentación e información Bolivia (Cedib), e la ricercatrice peruviana Claudia Vega Ruiz. Decisivo il sostegno di Focsiv, la Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana.
L’obiettivo della delegazione è sottoporre all’attenzione del Papa l’urgenza e la drammaticità del tema, a poche settimane dal suo viaggio apostolico in America Latina, in programma dal 6 al 13 novembre. È prevista la consegna di un rapporto, dal titolo “Estrazione dell’oro e mercurio: una crisi ambientale e sanitaria che ci chiama ad agire“. Lo studio, fondato su dati aggiornati, analizza l’impatto dell’inquinamento sul piano ambientale e sociale, in particolare per le comunità native e in prossimità dei bacini fluviali.
“Mentre chi acquista, raffina e commercializza l’oro nei Paesi di destinazione ottiene profitti ingenti“, sottolinea Olivero-Verbel, “molte comunità amazzoniche subiscono abbandono, contaminazione e una profonda povertà“.
L’allarme riguarda anche ecosistemi e biodiversità. Secondo Campanini, “gli accordi e le convenzioni internazionali, i programmi e i progetti, lo sviluppo tecnologico e gli strumenti messi in campo per ridurre e mitigare questi impatti procedono a un ritmo molto più lento di quello richiesto dall’Amazzonia“. L’esperto aggiunge: “Contiamo sul fatto che la Santa Sede possa promuovere il dialogo e azioni globali da parte delle autorità e dei responsabili, per la tutela della vita, della dignità, dei fiumi e delle foreste amazzoniche“.
Vega anticipa alcuni dei numeri del rapporto, soffermandosi sul caso del Perù. “Si calcola“, evidenzia la ricercatrice, “che solo nella regione di Madre de Dios vengano rilasciate nell’ambiente circa 180 tonnellate di mercurio l’anno“. Vega menziona anche la regione di Loreto, confinante con la Colombia: “Uno studio realizzato nel 2024 nei bacini del Nanay-Pintuyacu e del Basso Putumayo ha preso in esame 439 persone, rilevando che il 97% superava il limite di sicurezza per il mercurio“. Nella zona, secondo il rapporto, una preoccupazione particolare riguarda le donne in età fertile.
Il mercurio usato nell’estrazione dell’oro contamina aria, suolo e acqua, trasformandosi in metilmercurio che si accumula nella catena alimentare, soprattutto nei pesci, e raggiunge le popolazioni che dipendono dal pesce come alimento principale.
A denunciarlo è anche Andrea Stocchiero, coordinatore dell’ufficio policy di Focsiv. “Nessun beneficio economico giustifica la distruzione degli ecosistemi e della salute umana“, sottolinea il responsabile. “L’inquinamento delle miniere di estrazione dell’oro sta uccidendo l’Amazzonia: è necessario proteggere le comunità locali e l’ambiente ed eliminare l’uso del mercurio nella filiera dell’oro, con controlli più severi sul commercio e la tracciabilità”.


