I luoghi sacri non sono soltanto mete stabili della devozione religiosa. Sono plasmati dal movimento: dal pellegrinaggio e dalle pratiche ascetiche, dall’incontro con il paesaggio e con gli elementi naturali, dalla circolazione di persone e oggetti, nonché dalla continua reinterpretazione di immagini e monumenti. Le vie che conducono ai luoghi sacri possono divenire esse stesse spazi sacri, mentre l’esperienza del viaggio può generare nuove forme di espressione visiva, materiale, letteraria e religiosa.
Il 18 settembre 2026, a Firenze, presso il Palazzo Bargagli (Lungarno delle Grazie 22) si svolgerà il Convegno Internazionale “The Birth and Transformation of Images in Sacred Sites” (La nascita e la trasformazione delle immagini nei luoghi sacri) organizzato dall’Università di Tokyo e dall’International Studies Institute Florence (ISI Florence), – consorzio di università pubbliche australiane, giapponesi e statunitensi con il Kunsthistorisches Institut in Florenz – Maxplanck-Institut, il Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo dell’Università degli Studi di Firenze e il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Pavia.
Il convegno internazionale riunisce specialisti di storia dell’arte giapponese ed europea, letteratura, architettura e storia delle religioni per indagare, in prospettiva comparata, il rapporto fra spazio sacro, mobilità, nascita e trasformazione delle immagini. Muovendo in particolare dal paesaggio sacro e dalle tradizioni di pellegrinaggio di Kumano, al centro di una ricerca condotta dal professor Akira Akiyama dell’Università di Tokyo, ideatore dell’evento, il convegno mira a porre pratiche e concezioni giapponesi del viaggio sacro in dialogo con esperienze e fenomeni propri dell’Italia, del cristianesimo e del più ampio spazio mediterraneo e mediorientale.
La prima sessione, “Chance Images”, esamina i modi in cui le immagini sacre scaturiscono dall’incontro fra pratiche umane e luoghi specifici. La manifestazione del sacro, l’ascetismo montano giapponese e il significato religioso di rocce, alberi, architetture e immagini transitorie nel paesaggio dei pellegrinaggi di Kumano sollevano interrogativi fondamentali sulla natura stessa dell’immagine e sui processi attraverso i quali il significato sacrale viene attribuito agli ambienti naturali e costruiti. Anziché considerare le immagini religiose esclusivamente come oggetti stabili, creati per una fruizione permanente, gli interventi esplorano forme di visualità contingenti, performative, effimere o inscindibili dall’esperienza fisica e rituale del luogo sacro.
La seconda sessione, “Italian Paths”, estende questi interrogativi oltre i confini geografici e religiosi del Giappone. Il viaggio di Giovan Battista Vecchietti attraverso i luoghi sacri del Medio Oriente mostra come il pellegrinaggio possa divenire occasione d’incontro fra geografia biblica, devozione cristiana e cultura letteraria persiana. La storia dell’evangelizzazione fra Europa e Giappone e il progetto Thesaurum Fidei, nato nel 2022 e coordinato da Monsignor Paolo Giulietti, arcivescovo di Lucca e dalla professoressa Olimpia Niglio, introducono una diversa forma di mobilità, nella quale fede, oggetti, immagini e pratiche culturali attraversano continenti e acquisiscono nuovi significati in contesti differenti. Il caso di Orsanmichele a Firenze consente infine di considerare la trasformazione storica e la polisemia di un monumento nel quale funzioni religiose, civiche, artistiche e sociali si sono ripetutamente sovrapposte e ridefinite. Questi sono i tre nuclei della seconda sessione indicati nel programma.
Ponendo in dialogo tradizioni e casi di studio differenti, il convegno intende dunque oltrepassare i confini di una storia del pellegrinaggio o dell’arte religiosa intese in senso strettamente settoriale. Si propone piuttosto di interrogare il modo in cui il viaggio contribuisce alla costruzione dello spazio sacro; le forme attraverso le quali paesaggi, edifici, immagini, testi e oggetti mediano l’esperienza del sacro; e i processi mediante i quali i loro significati si trasformano attraverso il movimento, l’incontro, la circolazione e il mutamento storico. Il confronto fra Giappone e Occidente diviene così anche occasione per verificare in quale misura categorie quali pellegrinaggio, luogo sacro, immagine religiosa e oggetto sacro possano costituire strumenti comuni di analisi fra culture diverse, o se sia invece la loro stessa apparente equivalenza a dover essere problematizzata.


