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Todi celebra Alicja Kwade

Redazione by Redazione
28 Agosto 2026
in Curiosità
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Todi celebra Alicja Kwade

"Alicja Kwade, Paraposition", Todi, 2026; installation view; credits Clikkami.it

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Dopo i progetti dedicati ad Arnaldo Pomodoro, Fabrizio Plessi, Mark di Suvero, Ian Davenport, la Fondazione Progetti Beverly Pepper, in collaborazione con il Comune di Todi, col supporto di Fondazione Perugia e di Colacem/Colabeton in qualità di sponsor tecnico, ha invitato a Todi Alicja Kwade (Katowice, Polonia, 1979), a presentare un’installazione pubblica monumentale insieme a una mostra personale. Kwade è tra le artiste contemporanee più accreditate a livello internazionale ed è celebre per le sue installazioni di ampia scala, come quelle realizzate per il Metropolitan Museum of Art di New York (2019) e a Place Vendôme a Parigi (2022).

Dal 28 agosto, Piazza del Popolo e la Sala delle Pietre a Todi accolgono una sua personale, curata da Marco Tonelli, curatore scientifico della Fondazione Progetti Beverly Pepper, che propone alcuni lavori di grandi dimensioni.

Il percorso espositivo prende idealmente avvio da Piazza del Popolo dove, fino al 25 ottobre 2026, è allestita un’installazione della serie ParaPosition, 2024. L’opera è composta da strutture in acciaio intrecciate, massi di pietra sospesi e una solitaria sedia in bronzo creando un equilibrio precario in cui massa, gravità e presenza umana appaiono sottilmente destabilizzate.

Nella Sala delle Pietre, fino al 4 ottobre 2026, i visitatori possono avventurarsi nella poetica dell’artista, attraverso alcune delle sue opere più iconiche che indagano il rapporto tra tempo, spazio e percezione con dispositivi scultorei di forte impatto visivo. Tra queste, una opera-orologio, dal titolo Against the Run (Dual), caratterizzata dalla presenza di un orologio analogico monumentale dall’aspetto industriale, apparentemente tradizionale, ma con un meccanismo paradossale: il quadrante ruota all’indietro, mentre le lancette continuano a indicare l’ora corretta. Il risultato è un piccolo cortocircuito percettivo: sembra che il tempo stia andando indietro, anche se in realtà continua a essere misurato normalmente, e 88 seconds composta da una serie di anelli in acciaio inossidabile che sembrano sospesi o cadere a diverse inclinazioni, tracciando la traiettoria di un singolo anello in rotazione che, gradualmente, si arresta sul pavimento.

Anche nel 2026 si rinnova la collaborazione tra la Fondazione Progetti Beverly Pepper e il Todi Festival.

Alicja Kwade, le cui opere si trovano in prestigiose collezioni, come il Centre Pompidou a Parigi, il LACMA – Los Angeles County Museum of Art, il Mudam – Musée d’Art Moderne Grand-Duc Jean in Lussemburgo, il Mumok – Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig a Vienna, ha, infatti, firmato il manifesto per la 40^ edizione del Todi Festival.

Il catalogo contiene una intervista inedita di Marco Tonelli ad Alicja Kwade.

“Todi – afferma il sindaco Antonino Ruggiano -, ha una vocazione antica e profonda che la lega all’arte: le pietre dei suoi palazzi e monumenti, le piazze e i panorami tra città e campagna non sono dei semplici sfondi ma dialogano costantemente con la creatività. Questo legame è stato nutrito nel tempo da figure straordinarie, prima fra tutte Beverly Pepper, che ha scelto questa terra come musa e come casa, lasciando in eredità un patrimonio di bellezza e una visione internazionale. Nel 2026, grazie al lavoro prezioso della Fondazione Progetti Beverly Pepper, quella visione continua a vivere e a rigenerarsi ancora una volta. Portare qui un’artista del calibro di Alicja Kwade significa confermare Todi come uno dei centri nevralgici della scultura globale. Le sue opere, capaci di sfidare le percezioni dello spazio, del tempo e della materia, creano un cortocircuito affascinante con la storia millenaria che le circonda, spingendoci a guardare il paesaggio e la realtà quotidiana con occhi nuovi. L’installazione nella medievale Piazza del Popolo e la personale “ParaPosition” ospitata nella Sala delle Pietre costituiscono un incontro potente tra lo spazio pubblico e la riflessione filosofica dell’artista: questo catalogo ne è una traccia ed il racconto. Quale Sindaco di Todi – conclude il primo cittadino – a nome dell’Amministrazione comunale e della città tutta, voglio ringraziare la Fondazione Progetti Beverly Pepper per la passione con la quale promuove iniziative di così alto valore e Alicja Kwade per aver voluto regalare a Todi la sua poetica visiva”.

“My intention is that the meaning of my work rests in experiencing it”: in questa affermazione – dichiara Elisa Veschini, Presidente Fondazione Progetti Beverly Pepper -, si riflette la concezione con cui Beverly Pepper ha ridefinito il ruolo della scultura nello spazio pubblico: non un oggetto da contemplare, ma una presenza capace di attivare relazioni tra il luogo, la comunità e il paesaggio. Nel segno di questa eredità, la Fondazione continua a promuovere un’idea di arte pubblica come luogo di incontro, di ricerca e di apertura ai linguaggi del presente. La mostra di Alicja Kwade, prima artista donna dopo Beverly Pepper a esporre in Piazza del Popolo, rappresenta un nuovo capitolo di questo percorso e rinnova l’impegno della Fondazione, insieme al Comune di Todi, nel rafforzare il dialogo con la scena artistica internazionale, in continuità con una vocazione culturale che da sempre contraddistingue la città. Oggi, inoltre, proseguiamo questo percorso con una comune ambizione culturale: dimostrare come una città raccolta nelle sue dimensioni possa essere al centro di una progettualità internazionale, capace di generare nuove esperienze e nuove forme di partecipazione”.

“Le installazioni ambientali, i memoriali, le opere site-specific e le sculture pubbliche, temporanee o permanenti – ricorda Marco Tonelli, curatore della mostra e curatore scientifico della Fondazione Progetti Beverly Pepper –, rappresentano uno degli ambiti più significativi della ricerca di Alicja Kwade. Da New York a Venezia, da Parigi a Miami, dai paesaggi di Desert X ai grandi parchi di scultura come Storm King Art Center, l’artista ha sviluppato un linguaggio capace di instaurare un dialogo diretto con i luoghi e con chi li attraversa. Le opere presentate a Todi testimoniano la capacità di Kwade di trasformare ogni contesto in un dispositivo di esperienza, dove spazio, tempo e percezione vengono continuamente messi in discussione. Strutture percorribili, monumenti accessibili, interventi partecipativi e installazioni di sottile ironia invitano il pubblico a non limitarsi a osservare, ma a entrare fisicamente e mentalmente nell’opera. Sfere di pietra simili a pianeti, orologi che sfidano la linearità del tempo, cornici e specchi che alterano la percezione rivelano una scultura che si compie nella relazione con il pubblico. In questa prospettiva, la ricerca di Kwade instaura un dialogo ideale con il concetto di “arte connettiva” elaborato da Beverly Pepper, che intendeva la scultura pubblica come un dispositivo relazionale tra opera, paesaggio e comunità. Al di là della profonda differenza dei rispettivi linguaggi, entrambe riconoscono alla scultura la capacità di generare forme di relazione che coinvolgono lo spazio, la percezione e la dimensione sociale”.

Alicja Kwade. Note biografiche

Alicja Kwade è nata nel 1979 a Katowice, in Polonia; vive e lavora a Berlino. È conosciuta a livello internazionale per le sue sculture, le grandi installazioni pubbliche, i film, le fotografie e le opere su carta che mettono in discussione concetti scientifici e filosofici, smantellando i confini della percezione. Il suo linguaggio artistico distintivo si basa su riflessione, ripetizione, decostruzione e ricostruzione di oggetti quotidiani e materiali naturali, nel tentativo di esplorare l’essenza della realtà e analizzare le strutture sociali. Spesso orientata verso l’assurdo e capace di trasformare convinzioni comunemente accettate in interrogativi aperti, la sua opera poetica e ipnotica destabilizza i sistemi familiari e cerca nuove modalità per comprendere il mondo che ci circonda.

Alicja Kwade ha esposto in numerose istituzioni internazionali, tra cui, il Louisiana Museum di Humlebæk, la Whitechapel Gallery di Londra, il MIT List Visual Arts Center di Cambridge (Massachusetts), l’Hamburger Bahnhof – Nationalgalerie der Gegenwart di Berlino, l’Espoo Museum of Modern Art di Espoo, Haus Konstruktiv di Zurigo. Negli ultimi anni ha lavorato sempre più negli spazi pubblici, creando grandi installazioni che dialogano con l’architettura e con i fenomeni naturali dei diversi luoghi.

Nel 2019 è stata invitata a realizzare un’installazione monumentale per il Metropolitan Museum di New York. Due sculture in acciaio e gigantesche rocce sferiche evocavano un sistema solare sospeso sopra lo skyline di Manhattan. Per l’installazione Au Cours Des Mondes del 2022 in Place Vendôme a Parigi, l’artista ha creato un dialogo tra globi di pietra naturale fissati a infinite scale di cemento e una serie di sfere in pietra naturale. Entrambe le opere esplorano il nostro posto nel mondo, i meccanismi di potere sottesi alla realtà e il nostro rapporto con la conoscenza. Ha partecipato con le sue installazioni a Desert X AlUla nel 2022 e alla 57ª Biennale di Venezia nel 2017. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche internazionali, tra cui, il Centre Pompidou di Parigi, l’Hirshhorn Museum di Washington, il LACMA – Los Angeles County Museum of Art, il Louisiana Museum of Modern Art di Humlebæk, il Mudam – Musée d’Art Moderne Grand-Duc Jean in Lussemburgo, il mumok – Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig di Vienna.

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