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Coastal Diplomacy 250: la tappa genovese dell’Ambasciatore USA Fertitta e l’ipotesi Trump per il Columbus Day

Redazione by Redazione
20 Agosto 2026
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Coastal Diplomacy 250: la tappa genovese dell’Ambasciatore USA Fertitta e l’ipotesi Trump per il Columbus Day
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La tappa genovese del tour di “diplomazia costiera” dell’Ambasciatore statunitense Tilman J. Fertitta si è trasformata in un esercizio di memoria storica e di proiezione politica, dove Genova non è stata soltanto un porto, ma un simbolo. Fertitta è arrivato nel capoluogo ligure a bordo del Boardwalk, il suo yacht di 117 metri, dopo aver costeggiato l’Italia da Civitavecchia a Trieste, passando per le città che hanno segnato la storia marittima del Paese. Ma è a Genova che il viaggio ha assunto un significato più profondo, quasi identitario, perché qui il diplomatico ha voluto confrontarsi con la figura che più di ogni altra lega l’Italia agli Stati Uniti: Cristoforo Colombo.

Durante la visita al Galata Museo del Mare, Fertitta ha parlato del navigatore genovese con un tono che raramente si ascolta da un rappresentante diplomatico: ammirazione, difesa, persino indignazione. Ha ricordato come la comunità italo‑americana abbia costruito parte della propria identità proprio attorno a Colombo, trasformando la sua figura in un ponte culturale necessario per superare decenni di discriminazioni. E quando ha affrontato le polemiche contemporanee, l’Ambasciatore non ha usato perifrasi: la narrazione che dipinge Colombo come iniziatore di un genocidio è, a suo giudizio, offensiva per gli italiani e per gli italo‑americani. È qui che l’Ambasciatore introduce un elemento politico di peso, affermando che Donald Trump sta cercando di difendere la memoria del navigatore, in un contesto in cui statue vengono abbattute e simboli rimossi. Una posizione che, nel clima culturale statunitense, non passa inosservata e che conferma quanto la figura di Colombo resti un terreno di confronto identitario.

L’Ambasciatore non si è limitato però alla storia. Quando gli è stato chiesto se il presidente Trump potrà visitare Genova o inviare un messaggio in occasione del prossimo Columbus Day, Fertitta ha risposto con una promessa che sa di impegno personale: “Ci proverò. Farò il possibile perché una delle due cose avvenga“. Una frase che, nella città del navigatore, assume un valore politico e simbolico insieme, e che apre scenari di grande interesse per chi osserva i rapporti tra Washington e l’Italia.

L’Ambasciatore ha poi dedicato parole di forte apprezzamento al porto di Genova, definito “uno dei più grandi al mondo“, e alla cantieristica italiana, con un riferimento diretto a Fincantieri, che considera “uno dei migliori costruttori navali del pianeta“. Una valutazione, questa, che arriva in un momento delicato, mentre l’amministrazione americana chiede un rafforzamento rapido della Marina e valuta l’acquisto di navi costruite all’estero.

Il discorso dell’Ambasciatore si è spostato poi sul presente politico italiano, con un endorsement esplicito verso la premier Giorgia Meloni, definita “leader di livello mondiale“, pur ribadendo la neutralità formale del governo americano. “Gli italiani – ha commentato – sono un popolo intelligente, faranno la scelta giusta“.

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