L’arrivo a Livorno del mega yacht di 117 metri Boardwalk, di proprietà dell’Ambasciatore statunitense Tilman Fertitta, impegnato nel suo Freedom 250 Coastal Diplomacy Italy Tour, ha riproposto un copione già visto a Venezia e Trieste, dove l’approdo dell’imbarcazione aveva suscitato discussioni e reazioni contrastanti. Anche in Toscana il clima non è stato diverso, soprattutto in vista del ricevimento programmato per lunedì 17 agosto, unica tappa regionale del giro italiano dell’imbarcazione, con invito esteso alle principali autorità per festeggiare i 250 anni della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti. Tra queste il presidente della Regione Eugenio Giani, che ha scelto di salire a bordo e partecipare all’incontro.
Diversa la posizione del sindaco di Livorno Luca Salvetti, che ha declinato l’invito spiegando la sua scelta al Corriere della Sera. Il primo cittadino ha ricordato come, per prassi istituzionale, gli incontri dedicati al territorio debbano svolgersi in città, negli spazi pubblici e rappresentativi del Comune. Ha aggiunto che, in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, non riteneva opportuno partecipare a un ricevimento su un super yacht, tra strette di mano e momenti conviviali, come se il quadro globale non imponesse maggiore sobrietà.
La decisione è stata condivisa all’unanimità dall’intera giunta, in coerenza con la tradizione civica di Livorno, città che negli ultimi anni ha manifestato più volte per la pace e contro ogni politica di aggressione. Salvetti ha richiamato questa identità collettiva, sottolineando come anche gli Stati Uniti guidati dal presidente Donald Trump rientrino, secondo la sua valutazione politica, tra i Paesi coinvolti in dinamiche internazionali che la città ha pubblicamente contestato.
Il sindaco ha ribadito la sua disponibilità a illustrare la storia e l’apertura multiculturale di Livorno, la sua sensibilità verso i drammi dei popoli colpiti da guerre e violenze, e la capacità della comunità di reagire alle crisi globali. Una disponibilità che, ha precisato, si esprime nei luoghi istituzionali della città e non in contesti che potrebbero apparire distonici rispetto al momento internazionale.

