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Addio a Leonardo Cenci, medico in Missioni Umanitarie e Console della Croazia a Perugia

Redazione by Redazione
14 Agosto 2026
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Addio a Leonardo Cenci, medico in Missioni Umanitarie e Console della Croazia a Perugia
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C’è un silenzio particolare, oggi, nel ricordare Leonardo Cenci. Un silenzio che non pesa, ma avvolge: quello che segue le persone che hanno attraversato la vita degli altri con gentilezza, con misura, con una naturale inclinazione al bene. Leonardo è morto ieri a causa di un brutto male, lasciando un vuoto che non riguarda soltanto la sua amatissima famiglia — la moglie Raffaella, le figlie Stefania, Tiziana e Alessandra — ma una comunità molto più ampia, fatta di pazienti, colleghi, volontari, diplomatici, amici di una vita.

Medico chirurgo, radiologo, specializzato al Policlinico di Perugia, Leonardo Cenci apparteneva a quella generazione di professionisti che hanno vissuto la medicina come un servizio, mai come un ruolo. «Non ho mandato mai via un paziente senza aver fatto gli esami richiesti, anche se ero oberato da superlavoro», amava ripetere. Era vero. Lo confermano le testimonianze che in queste ore si susseguono: ricordi di una persona mite, riservata, sempre disponibile, capace di ascoltare con una delicatezza che non si insegna. «Un professionista serio e coscienzioso dotato di grande umanità», scrive qualcuno; «una persona gentile e generosa», aggiunge un altro; «un grande amico fraterno», confida chi lo ha conosciuto fin dall’infanzia.

La sua biografia, che ho avuto il privilegio di raccogliere in un’intervista nel 2024, è un intreccio di competenze e dedizione. Laureato in Medicina e Chirurgia a Perugia, specializzato in radiologia diagnostica, esperto di Protezione Civile con qualifica di Disasters Manager, traduttore di testi tecnici sul management delle catastrofi, docente in corsi delle Nazioni Unite, pioniere della telemedicina in Italia quando ancora nessuno ne intuiva le potenzialità. Ma ciò che più lo definiva era il volontariato: decenni di missioni internazionali, spesso in contesti difficili, sempre vissute con la discrezione di chi non cerca riconoscimenti.

Il viaggio del dicembre 1992, nel pieno della guerra tra Croazia e Serbia, resta uno dei capitoli più intensi della sua vita. Partì con il Cisom per portare aiuti ai bambini sfollati sulla costa dalmata, affrontando una notte di mare forza sei, posti di blocco, rischi reali. Tornò con attestati che lo definivano “patriota croato”, ma soprattutto con un legame umano che non si sarebbe più spezzato. Da quella missione nacque un rapporto profondo con la comunità locale, alimentato negli anni da incontri, collaborazioni, amicizie sincere.

Quando nel giugno 2021 fu nominato Console Onorario della Repubblica di Croazia per l’Umbria, Leonardo Cenci interpretò il ruolo con la stessa sobrietà che aveva sempre contraddistinto il suo modo di essere. Non cercava visibilità, cercava relazioni. Non cerimonie, ma ponti. Ha accompagnato Ambasciatori e delegazioni in visita, ha favorito scambi culturali, ha rappresentato la Croazia con un affetto autentico, riconosciuto e ricambiato. «Era un grande signore, rispettato della comunità diplomatica a Roma e Perugia», scrive oggi l’Ambasciatore Ilija Zelalic.

Nel 2024 Gazzetta Diplomatica gli ha conferito un attestato di merito al Senato della Repubblica per il suo instancabile impegno, successivamente era entrato a far parte della nostra giuria. Sempre presente, sempre disponibile, sempre elegante nei modi, aveva quella classe naturale che non si ostenta, quella umanità che non si annuncia. Per me, che con lui ero in contatto continuo, Leonardo era una certezza: un interlocutore limpido, un uomo profondamente legato alla famiglia, al suo lavoro di medico, al ruolo consolare che considerava un servizio e un onore.

La nostra ultima telefonata, appena una settimana fa. Era ricoverato a Varese, molto provato, eppure la sua voce conservava quell’entusiasmo lieve e sincero che lo ha accompagnato sempre. Gli avevo detto che a settembre dovevamo assolutamente vederci a Roma; lui, con la sua eleganza naturale, senza drammi, mi aveva risposto soltanto: “sarà difficile”. Una frase semplice, pronunciata con la compostezza che lo distingueva, e che oggi continua a risuonarmi dentro. Un modo discreto di salutare, quasi di proteggere gli altri dal dolore, come ha fatto per tutta la vita.

Oggi la sua comunità lo saluta con parole semplici, le più vere: “gentile”, “buono”, “onesto”, “mite”, “un uomo di altri tempi”, “una persona unica”. E con quel dolore composto che accompagna le persone che non hanno mai fatto rumore, ma hanno lasciato un segno.

Chi vorrà porgere un ultimo saluto potrà recarsi sabato 15 e domenica 16 agosto presso la casa funeraria Passeri, a San Sisto di Perugia. I funerali si terranno lunedì 17 agosto alle 10, nella chiesa di San Giovanni Battista di Ferro di Cavallo, nel capoluogo umbro.

Leonardo Cenci se ne va così: in punta di piedi, come ha vissuto. Ma il suo ricordo resta, e resterà a lungo, nelle vite che ha incrociato con gentilezza, nel bene che ha fatto senza proclami, nella dignità con cui ha interpretato ogni ruolo. Un medico esemplare, un volontario instancabile, un Console onorario rispettato, un amico vero.

Per molti di noi, semplicemente, una persona speciale.

Marco Finelli

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