La celebrazione della Festa del Trono del Regno del Marocco, ospitata ieri nella cornice elegante della Residenza dell’Ambasciatrice presso la Santa Sede Rajae Naji El Mekkaoui, si è trasformata in un appuntamento diplomatico di particolare rilievo, capace di unire eleganza, partecipazione e profondità istituzionale. La presenza di figure di alto profilo, tra cui il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, e il Gran Cancelliere Riccardo Paternò di Montecupo del Sovrano Ordine di Malta, ha conferito alla serata un tono di autorevolezza, ulteriormente rafforzato dalla partecipazione di numerosi Ambasciatori accreditati in Vaticano, a testimonianza della qualità delle relazioni che il Paese africano intrattiene con la comunità internazionale.
Nel giardino della Residenza, immerso in un’atmosfera curata e accogliente, si sono ritrovati autorità ecclesiastiche, professionisti e membri della comunità marocchina. Fin dai primi momenti, la serata ha restituito la sensazione di un incontro autentico, costruito attorno alla volontà di celebrare una ricorrenza centrale per la vita del Paese e, al tempo stesso, di valorizzare la solidità dei rapporti con la Santa Sede e con il Sovrano Ordine di Malta.

Nel suo discorso di benvenuto, l’Ambasciatrice Rajae Naji El Mekkaoui ha richiamato il significato profondo della Festa del Trono, ricordando come la stessa rappresenti per i suoi connazionali un momento di rinnovata adesione ai valori della monarchia e di comunione con Sua Maestà Re Mohammed VI, sottolineando la continuità storica di questo legame e la sua capacità di proiettare il Paese verso un futuro dinamico, sostenuto dai progressi conseguiti in settori strategici quali l’energia, l’industria automobilistica e l’agroalimentare. Nelle sue parole, la celebrazione è divenuta un’occasione per riaffermare i valori fondativi del Marocco – unità, progresso e apertura internazionale – che guidano la presenza del Paese sulla scena globale e segnano un contributo decisivo alla stabilità regionale, fornendo poi una riflessione accurata sul ruolo della diplomazia culturale e l’impegno del Regno nel promuovere un modello di moderazione e dialogo riconosciuto a livello internazionale.
Il Cardinale Pietro Parolin, intervenuto successivamente, ha espresso gratitudine per l’accoglienza ricevuta e ha evidenziato la qualità delle relazioni tra il Regno del Marocco e la Santa Sede, ricordando la sua recente visita a Rabat, occasione che gli ha permesso di approfondire ulteriormente le possibilità di cooperazione nel campo del dialogo interreligioso, della ricerca della pace e della promozione dello sviluppo integrale delle nazioni. Il Segretario di Stato ha poi sottolineato come questi valori condivisi costituiscano un terreno fertile per una collaborazione che si rinnova costantemente, fondata sulla solidarietà, sulla tolleranza e sul rispetto reciproco, richiamando la centralità del dialogo interreligioso quale strumento di pace e di comprensione tra i popoli.

A seguire, il Gran Cancelliere Riccardo Paternò di Montecupo ha ricordato la continuità delle relazioni diplomatiche tra il Regno del Marocco e il Sovrano Ordine di Malta, avviate nel 1986 e rafforzate nel tempo attraverso accordi e pratiche di cooperazione quotidiana fondate sul rispetto reciproco, ed evidenziato la capacità del regno del Marocco di dialogare con attori diversi e di contribuire alla costruzione di un sistema internazionale più stabile e cooperativo.

Al termine della cerimonia, il direttore di Gazzetta Diplomatica Marco Finelli, assieme ai giornalisti Gianni Lattanzio e Stefania Schipani ha consegnato all’Ambasciatrice Rajae Naji El Mekkaoui un attestato di merito, riconoscendo il suo contributo alla diplomazia spirituale e al rafforzamento delle relazioni storiche tra il Regno del Marocco e la Santa Sede. Il riconoscimento ha voluto sottolineare la sua dedizione nel promuovere il dialogo interculturale e interreligioso attraverso iniziative di alto profilo, la sua capacità di diffondere il modello marocchino di moderazione e apertura e il suo impegno costante per la pace, la convivenza e la tutela dei valori umani universali. Un gesto che ha suggellato una serata intensa e ricca di significato, confermando il ruolo dell’Ambasciatrice come figura di riferimento nella costruzione di ponti diplomatici e culturali.

La Festa del Trono si è così configurata come una sintesi armoniosa tra tradizione e contemporaneità, tra identità nazionale e apertura al mondo, tra diplomazia e partecipazione. Una celebrazione che ha ribadito la forza dei legami tra il Marocco e la Santa Sede e che ha offerto un’immagine chiara della vitalità del Regno, della sua capacità di dialogo e della sua volontà di contribuire alla costruzione di un ordine internazionale fondato sulla pace, sulla cooperazione e sul rispetto dei valori universali.

