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Palazzo Farnese, completato il grande restauro delle facciate e dei tetti. Oggi la presentazione alla stampa

Redazione by Redazione
10 Luglio 2026
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Palazzo Farnese, completato il grande restauro delle facciate e dei tetti. Oggi la presentazione alla stampa

credit: ©Ambasciata di Francia in Italia/Mauro Coen

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L’Ambasciata di Francia in Italia e l’École française de Rome, insieme alla Soprintendenza Speciale per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio di Roma, hanno avviato nel 2021 una nuova campagna di restauro delle facciate e dei tetti di Palazzo Farnese, sede diplomatica transalpina dal 1874 e dell’École dal 1875. L’intervento, concluso in questi giorni, ha restituito la bellezza originaria dei materiali impiegati da quattro maestri dell’architettura – Antonio da Sangallo, Michelangelo, il Vignola e Giacomo Della Porta – riportando alla piena leggibilità uno dei capolavori del Cinquecento romano. Il completamento delle opere segue quello realizzato in piazza Farnese per i 150 anni di presenza francese nel Palazzo, in occasione del Giubileo del 2025, e quello effettuato per il Giubileo del 2000. La rimozione delle ultime impalcature sul lato del Tevere ha rivelato nuovamente lo splendore dell’edificio, simbolo della cura condivisa tra Francia e Italia per un patrimonio architettonico di valore universale.

credit: ©Ambasciata di Francia in Italia/Mauro Coen

Presentando il restauro, l’Ambasciatrice Anne-Marie Descôtes ha ricordato chee il Ministero francese dell’Europa e degli Affari Esteri e quello dell’Istruzione Superiore e della Ricerca hanno stanziato 8,5 milioni di euro per l’intero progetto, sottolineando come questo impegno confermi i valori comuni tra i due Paesi, e ringraziando le numerose persone che, con competenza e passione, hanno seguito ogni dettaglio del cantiere. Nell’occasione, anche Brigitte Marin, direttrice dell’École française de Rome, ha espresso soddisfazione per la conclusione dei lavori e gratitudine per l’opportunità di approfondire la conoscenza del Palazzo, ricordando che la rimozione delle impalcature apre ora una fase dedicata all’analisi dei dati raccolti, in continuità con la tradizione di studio che l’École porta avanti da oltre centocinquant’anni. Successivamente, Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma, ha evidenziato la delicatezza dell’intervento, affidato a un comitato scientifico internazionale e reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni francesi e italiane, che ha permesso di restituire alla città un capolavoro del Rinascimento e del Barocco.

credit: ©Ambasciata di Francia in Italia/Mauro Coen

Il restauro, avviato nel 2021 e collocato nella continuità delle precedenti campagne, è stato condotto nel rispetto dei principi italiani per la conservazione dei monumenti storici, che considerano il materiale originale come fonte primaria da preservare. L’intervento ha integrato criteri di sostenibilità ambientale, con l’isolamento termico del sottotetto tramite sughero, il riutilizzo delle tegole romane, l’approvvigionamento regionale dei materiali e l’adozione di infissi in legno con maggiore comfort termico. I lavori si sono articolati in quattro fasi: il restauro della facciata su Via dei Farnesi e del relativo tetto, quello della facciata su Via del Mascherone, la manutenzione della facciata principale su Piazza Farnese, infine il recupero del muro del giardino e della copertura sul lato del Tevere. A queste operazioni si è affiancato il lavoro di un ampio gruppo di professionisti, impegnati nella gestione amministrativa, tecnica, artistica e logistica del cantiere.

credit: ©Ambasciata di Francia in Italia/Mauro Coen

Nella fase conclusiva, particolare attenzione è stata dedicata al muro di cinta, restaurato con un approccio conservativo che ne ha restituito la leggibilità, valorizzando le tracce archeologiche della storia del sito. È stato inoltre recuperato lo stemma del Gran Cardinale Alessandro Farnese, in corrispondenza con quello di Papa Paolo III su Piazza Farnese, e sono stati sostituiti e revisionati gli infissi, insieme ai necessari interventi sulla muratura, per garantire una protezione ottimale dalle intemperie. In tutte le fasi si è proceduto alla pulizia e al consolidamento dei paramenti in muratura, alla revisione delle strutture e delle coperture in tegole antiche e a un importante lavoro sulle opere di falegnameria, eseguito in continuità con gli interventi degli anni 2000 e basato sul disegno originale di una finestra dipinta situata all’angolo della facciata su Piazza Farnese. Il restauro del travertino e dei mattoni ha accompagnato il ripristino delle coperture “alla romana”, rivelando materiali di qualità eccezionale e un ottimo stato di conservazione, mentre gli ornamenti e i giochi cromatici delle facciate hanno recuperato piena leggibilità.

credit: ©Ambasciata di Francia in Italia/Mauro Coen

Il cantiere ha permesso di raccogliere numerosi dati attraverso rilievi e analisi dei materiali, che alimenteranno la ricerca scientifica e offriranno nuove prospettive sulla storia del Palazzo. Il progetto, nato nel 2017, è stato promosso dall’Ambasciata di Francia e dall’École française de Rome in dialogo con le amministrazioni locali, con la committenza rappresentata dal Service des travaux et bâtiments français en Italie diretto da Matthieu Bourez e la direzione dei lavori affidata all’agenzia di Pierre-Antoine Gatier, Capo Architetto dei Monumenti Storici. Un comitato scientifico franco-italiano ha accompagnato tutte le fasi, dalla progettazione nel 2018 al completamento nel giugno 2026, sotto il monitoraggio della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma. La collaborazione tra istituzioni francesi e italiane si è concretizzata in ogni livello operativo, dalla committenza alla direzione dei lavori, dalle imprese di restauro agli esperti dei comitati scientifici.

credit: ©Ambasciata di Francia in Italia/Mauro Coen

La storia del Palazzo, le cui facciate in pietra e mattoni portano la firma di Sangallo, Michelangelo, Vignola e Della Porta, attraversa tutto il XVI secolo. Sangallo avviò il cantiere nel 1513, mentre il cardinale Alessandro Farnese già abitava l’edificio; Michelangelo, subentrato nel 1546, realizzò il cornicione, modificò la grande finestra della facciata principale e costruì il secondo piano del cortile; Vignola contribuì alla facciata di Via del Mascherone; Della Porta completò l’ala retrostante e la facciata sul Tevere nel 1589. Le facciate conservano anche i simboli degli inquilini del Palazzo: i festoni, le palme e la quercia di Papa Alessandro VII Chigi, le spighe della dinastia dei Vasa legata a Cristina di Svezia, e naturalmente il giglio dei Farnese. Oggi, grazie al restauro, questi elementi hanno ritrovato la loro piena valorizzazione, insieme alle tracce costruttive come le buche pontaie e gli intonaci originali. Palazzo Farnese, testimonianza eminente del Rinascimento romano, continua a essere un luogo di incontro, lavoro e apertura culturale, e il cantiere è stato anche occasione per accogliere artisti e ricercatori che hanno offerto nuove letture contemporanee della sua bellezza.

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