Nel suo primo sguardo su Roma, mentre dal finestrino scorrevano “mura e monumenti di epoca romana”, l’Ambasciatore Hikariko Ono ha compreso di trovarsi davanti a una capitale capace di custodire con grazia la propria grandezza. Diplomatica di lungo corso, già Capo Ufficio Stampa del Primo Ministro Yoshihide Suga durante la stagione più complessa della pandemia, ha attraversato vertici internazionali, crisi globali e passaggi istituzionali decisivi, fino alla nomina a rappresentante del Giappone in Italia nel gennaio di quest’anno, un incarico che ha accolto con “gioia” e con la piena consapevolezza delle responsabilità che l’attendevano.
La sua visione si nutre di un percorso professionale segnato da rigore e sensibilità, ma anche da un’esperienza personale che definisce “il momento più bello” della sua vita: la maternità, che le ha ampliato lo sguardo sul mondo e sul ruolo della diplomazia in un’epoca attraversata da tensioni e trasformazioni rapide. Oggi, mentre Italia e Giappone celebrano 160 anni di relazioni e godono di un “partenariato strategico speciale”, l’Ambasciatore guarda a questa fase come a un punto di svolta storico, convinta che la diplomazia debba tornare a essere un ponte capace di trasformare divisioni e contrapposizioni in cooperazione e armonia.
Ambasciatore, come descriverebbe lo stato attuale delle relazioni bilaterali tra Italia e Giappone e quali sono oggi i pilastri più solidi di questa partnership? “Le relazioni bilaterali tra Giappone e Italia continuano ad intensificarsi e ampliarsi in un’ampia gamma di settori, quali politica, economia, cultura, scienza e tecnologia, ambito accademico e sport: non posso che affermare che godono di ottima salute. Nel gennaio dell’anno in corso, che segna i 160 anni dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è recata in visita in Giappone, concordando con il Primo Ministro, Sanae Takaichi, di elevare le relazioni bilaterali a “partenariato strategico speciale”. Ritengo che le fondamenta del partenariato tra i due Paesi risiedano proprio nei legami e nell’amicizia coltivati nel corso della lunga storia delle nostre relazioni bilaterali e intrisi della fiducia e dell’affetto reciproco tra i due popoli. Se possiamo annoverare collaborazioni concrete, nell’ambito, ad esempio, del Global Combat Air Programme (GCAP) o dell’Italy-Japan Business Group (IJBG), cui partecipano aziende dei due Paesi, lo dobbiamo agli scambi sentiti e partecipati tra le cittadinanze”.

Qual è stata la sua prima impressione arrivando a Roma e cosa l’ha colpita di più nella vita quotidiana italiana? “Già nel tragitto dall’aeroporto al centro città, nel guardare dal finestrino e nel vedere, ad ogni svolta, mura e monumenti di epoca romana, così come splendidi edifici o fontane, mi sono profondamente commossa, realizzando di avere di fronte una capitale che ha saputo tramandare con amore la sua storia grandiosa e la sua inestimabile cultura”.
Qual è stata la sua emozione nel presentare le Lettere Credenziali al Presidente Mattarella? “Ho percepito con gioia che era finalmente giunto il momento di assumere il mio incarico di Ambasciatore del Giappone in Italia e, nel contempo, ho preso atto con entusiasmo delle responsabilità che mi attendevano”.

Quali elementi della cultura italiana, a suo avviso, esercitano oggi maggiore fascino sul pubblico giapponese? “È forse superfluo citare l’enorme fascino che suscita tra i giapponesi la grande arte italiana, dalla musica, con l’opera lirica, a Leonardo da Vinci o Michelangelo. Il Padiglione italiano a Expo 2025 Osaka, che ha visto esposte opere d’arte vanto dell’Italia, ha riscosso un enorme successo con code interminabili giorno dopo giorno. Ovviamente, di fronte ad un Paese come l’Italia che, al di là dell’arte e della musica, è una fonte inesauribile di talento, dalla letteratura, al cinema, al design e alla gastronomia, i miei concittadini non possono fare a meno di amarlo”.
Il Giappone è noto per innovazione e tecnologia: quali opportunità vede per imprese italiane in questo ambito? “Attualmente il Giappone punta a contrastare il calo demografico e l’invecchiamento della società e a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 promuovendo attivamente la trasformazione digitale (DX) e la transizione verde (GX). In tale contesto, le aziende giapponesi stanno rafforzando la collaborazione con aziende estere e start-up, moltiplicando così per le imprese straniere le opportunità di accedere al mercato giapponese. L’Italia, caratterizzata da una forte tradizione manifatturiera, si trova, come il Giappone, ad affrontare bassa natalità e invecchiamento della società. Oltre a promuovere, incentrandola sulla manifattura, una transizione digitale attraverso, ad esempio, l’introduzione di fabbriche intelligenti, intelligenza artificiale e robotica, l’Italia, nel contesto delle normative UE sull’ambiente e dell’elevata dipendenza dalle importazioni energetiche, ha sviluppato competenze anche nel settore della sostenibilità e delle tecnologie ambientali ed energetiche. Si può attendere, dunque, che le imprese dei due Paesi, cooperando nei settori dell’innovazione e della tecnologia per la risoluzione di problematiche comuni, generino un nuovo valore aggiunto”.
E viceversa: quali settori italiani attirano maggiormente investitori e aziende giapponesi? “Le aziende giapponesi considerano l’Italia un fulcro del mercato europeo, dell’Europa meridionale in particolare, e negli ultimi anni sta guadagnando sempre maggior attenzione come centro tecnologico e di ricerca e sviluppo per l’Europa.
Tra gli ambiti di maggior richiamo, oltre a competenze industriali sviluppate in quanto eccellenza manifatturiera tra i Paesi europei, quali componenti di alta qualità, tecnologie di lavorazione di precisione, materiali ad alte prestazioni e impianti di produzione, si possono citare storici settori di forza dell’Italia quali moda, lusso e design, scienze della vita e farmaceutica, prodotti alimentari e bevande. Inoltre, sulla scia delle politiche ambientali e degli incentivi per il settore informatico in ambito UE, negli ultimi anni si sono intensificati gli investimenti nei settori dell’energia e dell’ambiente e del digitale, come nel caso dei data center e dell’intelligenza artificiale”.
Italia a parte, c’è un episodio della sua carriera diplomatica che considera particolarmente formativo o simbolico? “Nel marzo 2021 ero stata nominata Capo Ufficio Stampa del Gabinetto dell’allora Primo Ministro, Yoshihide Suga: una promozione al di fuori delle mie aspettative, una grandissima sorpresa anche per me. In quel periodo imperversava la pandemia da Coronavirus e molte erano le limitazioni che, nel sovrintendere alle relazioni pubbliche del governo, dovevo osservare, ma il mio ruolo mi aveva conferito una prospettiva ad ampio raggio su ciò che stava avvenendo. Ricordo ancora con nostalgia come, per esortare ad adottare misure di prevenzione del virus, a cominciare dai vaccini, avevamo realizzato dei video in collaborazione con degli influencer per raggiungere i giovani, o ancora, a livello internazionale, ricordo le visite all’estero, come il bilaterale con il Presidente Biden, cui ho assistito indossando la mascherina e osservando tutte le misure preventive del caso”.
Qual è stato il momento più bello del suo percorso professionale? “Per me è stato avere mio figlio. Non solo dal punto di vista personale, ma anche guardando indietro alla mia carriera, è stato il momento più bello e, nel contempo, è stata per me una sfida. Credo che divenire madre mi abbia fatta crescere come essere umano, ampliando la mia visione del mondo. Accadeva spesso che non riuscissi più a disporre del mio tempo liberamente come quando ero da sola e ho incontrato anche difficoltà sul lavoro, ma sono davvero grata di essere riuscita ad affrontare ogni singolo sfida, grazie all’appoggio di chi mi circondava”.
Un luogo in Italia che ogni giapponese dovrebbe visitare almeno una volta? “Ho preso servizio in Italia nel gennaio scorso e non ho ancora avuto modo di visitare molte città, ma posso dire che ogni singola località che mi ha accolta era ricca di fascino e sarebbe impossibile per me indicarne solo una. Nel corso del mio mandato come Ambasciatore è mio desiderio visitare tutte e venti le regioni italiane”.

Chiuderei questa intervista con una sua riflessione sul ruolo della diplomazia nel mondo di oggi, segnato da crisi e trasformazioni rapide. “Al giorno d’oggi sono innumerevoli le sfide che la comunità internazionale nella sua interezza si trova ad affrontare: l’epoca in cui viviamo necessita più di ogni altra di collaborazione. Tuttavia, vi sono anche Paesi che da vari anni incrementano progressivamente la propria forza militare senza alcuna trasparenza e continuano a tentare di sovvertire lo status quo con la forza e le intimidazioni. Il Giappone, opponendosi a tale tendenza, ha tracciato una netta linea di demarcazione. In un mondo che si trova dunque ad un punto di svolta storico, dobbiamo garantire la pace, la stabilità e la prosperità del nostro Paese e dei nostri cittadini, proteggere e consolidare un ordine basato su valori e principi quali libertà, democrazia, diritti umani e stato di diritto e creare attivamente un contesto internazionale pacifico e stabile. Si rende dunque necessaria una diplomazia che, dalle divisioni e contrapposizioni, conduca all’armonia e alla cooperazione. Il Giappone, collaborando con gli altri Paesi, l’Italia in primis, intende continuare a perseguire anche di qui in avanti questo genere di diplomazia”.
Intervista di Marco Finelli

