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Comites Grecia, la denuncia del Presidente Salis: “Condizioni non più sostenibili. Così non posso continuare”

Redazione by Redazione
12 Marzo 2026
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Comites Grecia, la denuncia del Presidente Salis: “Condizioni non più sostenibili. Così non posso continuare”
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Il Presidente del Comites Grecia, Costantino Salis, ha inviato all’Ambasciata d’Italia ad Atene una comunicazione ufficiale destinata al MAECI per denunciare una situazione che definisce “ormai non più sostenibile”. Una presa di posizione netta, maturata dopo mesi di difficoltà operative e finanziarie che, secondo Salis, stanno compromettendo la capacità del Comitato di svolgere il proprio ruolo istituzionale.

Il primo nodo riguarda i finanziamenti. Per il Bilancio Preventivo 2026, il Comites aveva richiesto 8.332 euro per coprire le spese di funzionamento. Il Ministero ne ha concessi 5.580, una cifra che non consente di far fronte ai costi minimi. La cassa è vuota, le spese ordinarie sono sospese da due mesi e il conto bancario è intestato al Presidente, con responsabilità personali che Salis definisce “non più accettabili”.

Ma il problema, sottolinea Salis, non è solo la cifra: è il modello stesso di assegnazione dei finanziamenti, basato quasi esclusivamente sul numero degli iscritti AIRE. Un criterio che penalizza realtà come la Grecia, pienamente operative e spesso più efficienti di Comites molto più grandi. “Abbiamo gli stessi doveri istituzionali di tutti gli altri Comites del mondo, le stesse spese ordinarie, ma risorse drasticamente inferiori. È un sistema che va rivisto”, scrive il Presidente.

Il caso del sito web è emblematico. Il Comites Grecia gestisce uno dei portali più completi, aggiornati e funzionali dell’intera rete mondiale, con contenuti pubblicati quotidianamente in 6 lingue e servizi digitali avanzati. “Altri Comites in Paesi molto più grandi, che ricevono finanziamenti enormemente superiori, aggiornano i loro siti una volta al mese e offrono servizi nettamente inferiori”, osserva Salis. “Non è più tollerabile che l’efficienza venga penalizzata invece che sostenuta”.

La sede rappresenta un altro punto critico. Il Comites opera in una piccola stanza all’interno dello studio di un architetto, uno spazio ridotto che non permette di accogliere i cittadini né di svolgere attività istituzionali in condizioni adeguate. La zona è soggetta a furti notturni e l’assenza di ambienti dedicati rende impossibile garantire un servizio continuativo.  

Durante il giorno, gli spazi sono occupati dai dipendenti del proprietario e il Presidente è costretto a ricevere i cittadini in locali privati, a sue spese. Una situazione che Salis definisce “indegna per un organo dello Stato italiano”.

A tutto questo si aggiunge il nodo fiscale. Il Comites Grecia, allo stato attuale, non dispone di un AFM, il codice fiscale necessario per operare in Grecia. La normativa dell’AADE, l’Autorità Indipendente per le Entrate Pubbliche, prevede che qualsiasi soggetto che effettui pagamenti o riceva fatture sul territorio greco debba essere registrato fiscalmente. Senza AFM non è possibile ricevere fatture valide, i pagamenti non risultano registrati e la responsabilità ricade direttamente sul rappresentante legale. “Una condizione che mi espone personalmente a rischi che nessun Presidente dovrebbe assumersi”, afferma Salis.

Il Presidente denuncia anche un altro aspetto: il MAECI non riconosce come spese ammissibili neppure beni elementari, come una bottiglia d’acqua, una bustina di caffè o una bibita acquistata per le riunioni. “Non è un dettaglio marginale, ma una questione di rispetto e dignità istituzionale”, scrive. “Un Comites non può accogliere i cittadini senza offrire nemmeno un bicchiere d’acqua”.

Nella sua lettera, Salis non usa giri di parole: se queste criticità non verranno affrontate in modo concreto, si vedrà costretto a valutare seriamente le proprie dimissioni. Una posizione che non ha nulla di politico, ma che nasce dalla constatazione che l’attuale quadro operativo non garantisce condizioni minime di legalità, sicurezza e sostenibilità.

Il MAECI ha risposto tramite il Consigliere di Legazione Antonino La Piana, confermando l’erogazione degli anticipi ai Comites che ne hanno fatto richiesta e richiamando il dialogo con l’Ambasciata per individuare una sede più adeguata. La Farnesina ha ribadito che le condizioni operative del Comites Grecia non risultano in conflitto con la normativa italiana e ha ricordato che la responsabilità del Presidente discende dal ruolo di rappresentante legale, indipendentemente dall’intestazione del conto. Il Ministero ha inoltre espresso apprezzamento per il lavoro svolto dal Comitato negli ultimi anni.

La risposta della Farnesina chiude il passaggio formale, ma non risolve le criticità sollevate. La vicenda greca mette in luce una fragilità strutturale che riguarda molti Comites medio-piccoli: costi fissi che non dipendono dal numero degli iscritti, finanziamenti proporzionali che non coprono le spese reali, sedi difficili da reperire e normative locali che richiedono adempimenti specifici. Il caso Grecia diventa così un banco di prova per interrogarsi sulla sostenibilità del modello attuale.

La situazione resta aperta. E, come ha scritto lo stesso Presidente, senza soluzioni reali la sua permanenza alla guida del Comites non potrà essere garantita.

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