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Renzo Tondo, Console Onorario dell’India in Friuli Venezia Giulia: “Trieste può diventare strategica nel corridoio indo‑europeo. Il mio compito? Costruire relazioni e superare vecchi schemi”

Redazione by Redazione
22 Gennaio 2026
in Interviste
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Renzo Tondo, Console Onorario dell’India in Friuli Venezia Giulia: “Trieste può diventare strategica nel corridoio indo‑europeo. Il mio compito? Costruire relazioni e superare vecchi schemi”
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Trieste, città di frontiera e di incroci, aggiunge oggi un nuovo tassello al suo mosaico internazionale: il Consolato Onorario dell’India, inaugurato a settembre, e guidato da Renzo Tondo, figura che appartiene profondamente alla storia istituzionale del Friuli Venezia Giulia – già Presidente della Regione per due mandati e deputato alla Camera – e che porta in questo nuovo ruolo un bagaglio personale sorprendentemente intrecciato con il subcontinente indiano.

“L’India fa parte della mia vita e di quella della mia famiglia”, racconta, lasciando emergere un legame che precede di molto l’incarico consolare. Una connessione affettiva che si intreccia con la visione di un Paese che lui definisce «potente, spirituale, complicato»: tre aggettivi che restituiscono l’immagine di una nazione in piena trasformazione, destinata a giocare un ruolo sempre più centrale nello scenario globale. Ed è proprio in questo contesto che Trieste, con il suo porto e la sua vocazione logistica, può diventare un punto di snodo nel corridoio indo-europeo, mentre l’Italia guarda alle «opportunità a 360 gradi» offerte da un’economia giovane e in espansione.

Tondo affronta il nuovo incarico con l’approccio pragmatico che ha caratterizzato la sua lunga esperienza amministrativa: costruire relazioni, aggiornare la percezione dell’India, facilitare i rapporti economici e culturali. “L’India non è più quella delle mucche per strada”, osserva, sottolineando la necessità di superare stereotipi ancora radicati.

Nel Nord-Est la presenza indiana è già significativa, soprattutto nel Pordenonese e nei centri di ricerca triestini, mentre sul fronte culturale rimane intatto il fascino di un Paese che per molti italiani rappresenta un richiamo spirituale e sensoriale: da Varanasi al Taj Mahal, dall’Himalaya alle metropoli in continua evoluzione.

Accanto alla dimensione istituzionale, emerge anche quella personale: Tondo, oggi impegnato a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla malattia di Parkinson che lo accompagna da alcuni anni, affronta il ruolo consolare con la stessa determinazione che ha segnato la sua carriera pubblica. Il percorso è appena iniziato, ma la direzione è chiara: rafforzare il ponte tra India e Friuli Venezia Giulia, a partire da un incontro con le Camere di Commercio e con l’Ambasciatrice indiana in Italia, Vani Rao. Un nuovo capitolo che unisce diplomazia, esperienza amministrativa e una storia familiare che, da decenni, parla anche la lingua dell’India.

Console, comincerei questa intervista parlando proprio di come si lega la sua storia personale all’India. “Mio fratello ha due figli adottivi indiani, già abbondantemente adulti. Mio padre, vedovo, andando in India ad accompagnare mio fratello per l’adozione, ha conosciuto e successivamente sposato una donna indiana con la quale ha raggiunto il traguardo delle nozze d’argento. Siamo una famiglia molto legata. L’India ha fatto parte della nostra vita”.

Se dovesse descrivere l’India di oggi con tre aggettivi, quali sceglierebbe e perché? “Potente, spirituale, complicata. Potente perché lo è oggettivamente e lo sarà sempre di più; spirituale in quanto l’anima è percepita come qualcosa di immanente; complicata per mille e un motivo, a cominciare dalle sue etnie”.

L’India, per l’appunto, sta crescendo come potenza globale: quali opportunità e sfide intravede per l’Italia in questo nuovo scenario? “Opportunità a 360 gradi. Un Paese in costante sviluppo con un sistema economico che deve progressivamente dare una qualità di vita e di servizi a più di un miliardo di cittadini, molti dei quali giovani, non può che essere un target di assoluto interesse per il nostro sistema economico”. 

Quali sono oggi le principali priorità del Consolato Onorario dell’India a Trieste? “Entrare in relazione con le istituzioni e con il sistema economico, e far conoscere meglio un Paese che spesso viene percepito con schemi superati. L’India non è più o non soltanto quella che certi documentari incentrati sui costumi o sui riti ci propongono. Insomma, come immaginerà, l’India non è più quella delle mucche per strada”. 

Trieste è un nodo strategico nei traffici internazionali: che ruolo può giocare nei rapporti commerciali con l’India? “Nel corridoio indo europeo Trieste, a mio avviso, diventa strategica proprio per il suo porto e per la sua posizione di baricentro verso il nordest d’Europa”. 

Come sta evolvendo la presenza indiana nel Nord-Est e quali esigenze emergono dalla comunità? “In Friuli Venezia Giulia la presenza indiana è concentrata soprattutto nella provincia di Pordenone dove c’è una comunità Sick impegnata nei mobilifici e nel settore dell’allevamento (mucche da latte). A Trieste registriamo invece la presenza di molti giovani scienziati nel settore della ricerca. Devo dire che, per ora, non ho percepito esigenze particolari”. 

Quali aspetti della cultura indiana pensa siano più affascinanti per gli italiani? “Sicuramente l’aspetto religioso ha attirato a suo tempo molti giovani. L’India ha un fascino tutto suo, come dicevo intriso di spiritualità. Difficile resistere alla bellezza di Varanasi, Calcutta o Ghoa. Per non parlare di Delhi. Impensabile non andare ad Agra e perdere l’immensità del Taj Mahal. Poi non dimenticherai l’aspetto naturalistico. A cominciare dall’Himalaya”.

In che modo il Consolato contribuisce a rafforzare i rapporti tra Italia e India, soprattutto sul piano culturale ed economico? “È  un percorso da costruire con chi sta già operando, ci sono infatti già diversi protagonisti sul territorio regionale. Per quanto mi riguarda, proverò a proporre un ragionamento di sistema”.

Qual è l’episodio più significativo che le è capitato in questi primi mesi da Console Onorario? “Mi ha gratificato riuscire a far avere in tempi rapidissimi il visto per un ingegnere indiano che voleva partecipare ai campionati mondiali per malati di Parkinson a Lignano Sabbiadoro. Nella circostanza, è stato fondamentale il lavoro del nostro Consolato a Mumbai”.

Tra le personalità diplomatiche conosciute finora, ne ricorda qualcuna in particolare? “Non ho ancora avuto modo di relazionarmi. Diciamo che i miei trascorsi politici alla Presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia e in parlamento potranno rivelarsi molto utili nel prossimo futuro”. 

Quali sono i progetti più significativi che ha seguito finora? “Come dicevo, sono ancora alle prime mosse. Fra un paio di mesi di tempo potrò rispondere”.

Ha già in programma progetti futuri per rafforzare la cooperazione tra India e Friuli? “Sì, sicuramente un incontro con le Camere di Commercio alla presenza della Ambasciatrice indiana in Italia”.

Intervista di Marco Finelli

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