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Oliviero Gorrieri, Console Onorario della Repubblica Ceca nelle Marche: “Ho realizzato che il Console, oltre ad essere un rappresentate onorario, è anche un acceleratore di opportunità”

Redazione by Redazione
20 Gennaio 2026
in Interviste
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Oliviero Gorrieri, Console Onorario della Repubblica Ceca nelle Marche: “Ho realizzato che il Console, oltre ad essere un rappresentate onorario, è anche un acceleratore di opportunità”
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Figura di spicco della sanità marchigiana, accademico, imprenditore e oggi Console onorario della Repubblica Ceca per le Marche, il professor Oliviero Gorrieri porta nel suo nuovo incarico diplomatico la stessa solidità che ha caratterizzato oltre quarant’anni di carriera medica, scientifica e istituzionale. Commendatore della Repubblica Italiana, docente universitario, autore di numerose pubblicazioni internazionali e protagonista di progetti di ricerca che hanno segnato l’evoluzione dell’odontostomatologia, Gorrieri incarna un raro equilibrio tra rigore clinico, visione strategica e sensibilità culturale.

Il suo legame con la Repubblica Ceca nasce da lontano, da un incontro professionale e umano che lui stesso definisce “un amore sincero per una terra ricca di storia e dall’identità unica”. Un sentimento che oggi si traduce in un impegno concreto: “Il Console non è solo un rappresentante onorario, ma un acceleratore di opportunità”, afferma, ricordando il progetto internazionale sulla cyber security che gli ha fatto “toccare con mano” la portata del ruolo.

Nella sua visione, la diplomazia onoraria non è un titolo, ma un laboratorio di idee: un ponte tra istituzioni, università, imprese e territori. “Vorrei che il Consolato fosse un laboratorio generante iniziative concrete nel campo della ricerca scientifica, della sanità e della formazione”, spiega con la determinazione di chi ha guidato reparti, coordinato équipe, fondato aziende e formato generazioni di professionisti.

Dalla chirurgia maxillo-facciale alla biostatistica, dalla direzione sanitaria alla docenza universitaria, il curriculum del professor Gorrieri racconta una vita dedicata alla conoscenza e al servizio. Oggi quella stessa energia si orienta verso una nuova sfida: rafforzare il dialogo tra le Marche e la Repubblica Ceca, valorizzando affinità industriali, eccellenze tecnologiche e un patrimonio culturale che merita di essere scoperto oltre i percorsi più battuti.

Console come si lega la sua storia personale alla Repubblica Ceca? “Il mio legame con la Repubblica Ceca è nato diversi anni fa in ambito professionale e culturale. Ho avuto modo di apprezzare la serietà ed il dinamismo del popolo Ceco, trovando una forte affinità con l’operosità tipica delle Marche. Inoltre la scoperta di Praga e delle Regioni Ceche ha rappresentato per me una esperienza ricca di emozioni, sviluppando un amore sincero per questa terra ricca di storia e dall’identità unica. Il mio impegno da Console nasce dal desiderio di condividere questa ricchezza e di promuovere le straordinarie opportunità di scambio e sinergie”.

La sua carriera medica e accademica è molto ricca: come si combina oggi con il nuovo ruolo diplomatico? “La mia carriera medica e accademica è lunga e potrebbe sembrare che i due mondi siano distanti, in realtà le mie esperienze professionali si combinano con il ruolo di Console in modo sinergico e inaspettato. Come medico ho imparato l’importanza della clinica e dell’analisi rigorosa dei dati. Credo che in ambito diplomatico e consolare questo si possa tradurre nella capacità di valutare rapidamente problemi complessi, concernenti le opportunità economiche e normative dei cittadini cechi sul territorio marchigiano. Dal mondo accademico ho imparato l’importanza della progettazione a lungo termine e la promozione dell’eccellenza. Vorrei che il Consolato fosse un laboratorio in grado di generare iniziative concrete nel campo della ricerca scientifica, della sanità e della formazione, campi nei quali le Marche e la Repubblica Ceca hanno moltissimo da condividere”.

Può raccontarmi un episodio significativo o un progetto che le ha fatto percepire l’importanza di questo incarico? “Se dovessi identificare un progetto che mi ha fatto toccare con mano l’importanza di essere Console Onorario penserei ad un progetto partecipato internazionale concernente la Ciber Security in una iniziativa internazionale che vede numerosi partner, anche marchigiani, per la messa in sicurezza dei relativi sistemi informatizzati. Abbiamo facilitato le reti dei contatti dei vari partecipanti al progetto riuscendo ad organizzare incontri diretti fra le camere di commercio, i rappresentanti degli istituti locali e soprattutto i potenziali partner tecnologici strategici. La nostra presenza ha agito da garanzia e facilitatore culturale. In quel momento ho realizzato che il Console oltre ad essere un rappresentate onorario è anche un acceleratore di opportunità di contatti. Confido che il progetto, in divenire, rafforzi l’interscambio economico e culturale fra i vari partner coincolti”.

Quali sono, a sua avviso, gli aspetti meno conosciuti ma più affascinanti del paese che rappresenta? “Per un Console Onorario è importante far conoscere gli aspetti salienti più noti dello Stato che rappresenta. Accentrerei l’attenzione su tre aspetti, forse meno noti ma estremamente rappresentativi. La Repubblica Ceca è un Paese che ha dato i natali a grandi inventori ed ingegneri, aspetto spesso oscurato dalle bellezze medievali di Praga. Ad esempio la Moravia e la città Brno sono centri di eccellenza tecnologica avanzata, per l’informatica l’automazione e l’industria. Brno è anche sede di importantissime università che attirano talenti e investimenti internazionali. Solo per citare alcuni di questi aspetti le lenti oculari a contatto morbide, la stessa parola “robot” e addirittura la zolletta di zucchero nata nel 1983 sono il frutto di una mentalità pratica ed ingegneristica che sono proprie di questa nazione. Parlando poi di beni artistici e paesaggistici la Repubblica Ceca è ricca di un patrimonio di castelli fortezze e città bellissime”.

Quali sono invece le sfide principali che il Paese sta affrontando oggi, e quali le prospettive di sviluppo? “La Repubblica Ceca è un Paese solido e dinamico che si trova ad affrontare delle sfide comuni a molti paesi Europei. Definirei prioritarie: la transizione energetica, il mercato del lavoro ed un suo ruolo internazionale. Per quanto concerne la transizione energetica il ricorso ad una “energia pulita” è ormai una priorità dei Paesi evoluti ad alta produttività. Per quanto concerne il  mercato del lavoro la Repubblica Ceca ha uno dei tassi di disoccupazione più bassi dell’Unione Europea e quindi è la carenza di manodopera qualificata a rallentare una ulteriore crescita per avere una economia basata sul valore aggiunto e sull’innovazione tecnologica. Per quanto riguarda l’internazionalizzazione, dall’inizio del conflitto in Ucraina, la Repubblica Ceca ha assunto un ruolo importante accogliendo un alto numero di profughi Ucraini gestendone l’integrazione sociale, scolastica e lavorativa”.

Come definirebbe oggi i rapporti tra Regione Marche e Repubblica Ceca? “I rapporti tra Marche e Repubblica Ceca sono solidi, dinamici, e basati su una relazione commerciale e una cooperazione industriale e culturale. I sistemi produttivi, in entrambi i casi, fanno perno infatti su una fitta rete di piccole e medie aziende. La Repubblica Ceca rappresenta per le Marche uno dei mercati oggettivamente interessanti nell’Europa centro orientale. Soprattutto nel campo della meccanica e della automazione, degli elettrodomestici, del sistema moda e dell’arredo. Inoltre, un costante flusso bidirezionale alimenta costantemente il mercato turistico, garantendo una maggior conoscenza delle destinazioni tradizionali più apprezzate. Recentemente i rapporti reciproci si stanno allargando a settori di altissimo valore tecnologico, quali l’aerospazio, la ricerca di nuovi materiali e le tecnologie satellitari”.

Come si è integrata la Comunità Ceca nella realtà locale? “A differenza di altre Comunità straniere, molto numerose, quella Ceca nelle Marche non presenta grandi numeri, ed è composta principalmente da professionisti e imprenditori. Molti di loro si sono stabiliti nella regione per gestire scambi commerciali o perché impiegati in aziende importanti marchigiane. C’è poi una quota rappresentativa di donne e uomini che si sono trasferiti per legami affettivi, integrandosi perfettamente nella Comunità locale. Il segnale più forte di questa integrazione è stato il recente potenziamento della rappresentanza diplomatica, con l’istituzione appunto del nuovo Consolato Onorario ad Ancona nel settembre del 2025. Attualmente questa sede vuole essere un riferimento per la Comunità residente e non, facilitando il dialogo con le istituzioni e le associazioni di categoria”.

A tal proposito, come pensa di coinvolgere le istituzioni locali, le università e le associazioni nel prossimo futuro per creare sinergie? “Il ruolo dei Consoli Onorari non si limita a mio avviso solo al classico “ufficio di emergenza” al servizio dei cittadini, ma costituisce anche, come accennavo, un vero e proprio “volano” per sviluppare sinergie in vari ambiti. Con diverse istituzioni locali, quali ad esempio la Regione Marche, la Camera di Commercio e l’Ufficio per il Turismo coltiviamo l’obiettivo comune di trasformare le Marche in un punto di riferimento per i cittadini cechi. Inoltre, con l’Università Politecnica delle Marche, divenuta un’eccellenza a livello europeo, con ricercatori sempre più proiettati verso la ricerca internazionale, cercherò di favorire dei percorsi di studio integrati, in grado di coinvolgere anche atenei cechi. Per quanto concerne le Associazioni, queste fungono da collante culturale, ed esistono già mostre e rassegne cinematografiche organizzate in collaborazione con il centro Ceco di Roma”.

Quali opportunità vede per le imprese marchigiane nel mercato ceco e viceversa? “Esistono realtà simili e complementari tra le Marche e la Repubblica Ceca. Infatti, entrambe le nazioni, come detto, fondono le proprie realtà industriali sulla piccola e media impresa e sulla manifattura. Quindi la Repubblica Ceca rappresenta per l’Italia una porta d’accesso privilegiata per l’intera Europa Centrale, e per la Repubblica Ceca l’Italia rappresenta una porta sul mediterraneo. Le aree di sviluppo sono rappresentate essenzialmente da meccaniche di precisione e l’automazione, edilizia e design, settore agroalimentare e il settore medico scientifico che, data la mia esperienza specifica nel settore, cercherò di favorire anche attraverso l’Università Politecnica delle Marche”.

Quali iniziative concrete ha già avviato o intende avviare per favorire scambi commerciali o culturali? “Il mio obiettivo è strutturare il Consolato in modo da poter garantire risposte non solo burocratiche ma oggettive e concrete: sto avviando un dialogo con le Camere di Commercio, le Associazioni di categoria e con il terzo settore nei settori chiave delle reciproche economie, quali la meccanica agricola, la domotica ed il settore calzaturiero. Inoltre, sfruttando la mia esperienza accademica, mi sto attivando per sviluppare dei progetti di ricerca con la Università Marchigiane in campi specifici quali le biotecnologie e la telemedicina, settori scientifici nei quali la Repubblica Ceca sta investendo, cercando di favorire reciproci scambi di ricercatori e studenti”.

Ricordo più bello da Console Onorario? “Ricordo con grande emozione il giorno in cui sono stato convocato per la prima volta presso l’Ambasciata Ceca a Roma. E’ stato un momento che non dimenticherò. Ero molto emozionato ma la cortesia e la competenza del Capo dell’Ufficio della Sezione Consolare mi hanno messo subito a mio agio. Sono poi seguiti altri colloqui che ho vissuto intensamente come quello con l’Ambasciatore Ceco che guida l’intera missione diplomatica ceca in Italia. Altro momento indimenticabile è stata la visita del Capo dell’Ufficio della Sezione Consolare ad Ancona per la consegna dell’Exequatur presso la attuale sede. Vedere sventolare insieme la bandiera della Repubblica Ceca e quella Italiana è stato un momento di profondo orgoglio”.

Ha avuto occasione di incontrare personalità legate alla Repubblica Ceca che l’hanno particolarmente ispirata? “Nel mio ruolo scientifico ed accademico ho incontrato colleghi delle Università di Praga, instaurando da subito un rapporto di stima e fiducia. I colleghi cechi brillano per competenza, preparazione concretezza e modestia. Ho anche avuto il piacere e l’onore di conoscere alcuni diplomatici dall’Ambasciata a Roma, potendone apprezzare la doti diplomatiche e la cortesia”.

In sintesi, quali sono i suoi obiettivi principali come Console Onorario nei prossimi cinque anni? “Oltre a quanto detto circa il potenziamento degli scambi culturali ed economici, mi impegnerò per promuovere reciprocamente un turismo di qualità che potenzi il turismo a vari livelli. Considerate le bellezze artistiche, geografiche, culturali della Repubblica Ceca e dell’Italia vale la pena impegnarsi in questo settore. In sintesi direi che il mio obiettivo durante questi cinque anni è quello di fare in modo che la Repubblica Ceca venga sempre più percepita come un partner importante in tutti i settori nel tessuto locale”.

Chiuderei questa intervista con qualche consiglio di viaggio rivolto agli Italiani interessati a visitare la Repubblica Ceca. “Oltre alla meravigliosa Praga e ad altre bellissime città, a chi desidera gustare le bellezze di questo Paese, consiglio di visitare alcuni luoghi bellissimi, ma meno conosciuti. Ad esempio la stupenda Moravia Meridionale, l’area Lednice-Valtice, sito UNESCO definito “Giardino d’Europa”, Olomouc, nota come “la Praga in miniatura“ e città ricca di bellezze artistiche, nonchè sede universitaria. Poi per gli amanti del trekking consiglierei la “Svizzera boema“ a nord di Praga, ricca di formazioni rocciose mozzafiato con la presenza del più grande arco di pietra naturale d’Europa. Inoltre, da non dimenticare le tipiche locande ricche di una cucina sostanziosa e genuina, presentata con spontaneità e cordialità, doti proprie di questo popolo che, per molti aspetti, ricorda proprio le nostre Marche”.

Intervista di Marco Finelli

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