di Marco Finelli
Cristiana Pegoraro è una delle pianiste e compositrici italiane più riconosciute a livello internazionale. Nata a Terni, ha iniziato a studiare pianoforte in giovanissima età e ha perfezionato la sua formazione nelle capitali mondiali della musica. Il suo debutto al Lincoln Center di New York ha segnato l’inizio di un percorso brillante, caratterizzato da una presenza scenica magnetica e da un pianismo che unisce virtuosismo e comunicazione emotiva.
Nel corso della sua carriera ha portato la sua musica in oltre 40 Paesi, esibendosi in sale prestigiose, collaborando con istituzioni culturali di primo piano. La sua visione artistica si fonda sull’idea che la musica sia un linguaggio universale, capace di creare ponti tra popoli e tradizioni.

“Essere artista è un vero privilegio – spiega -. Ogni artista che abbia il privilegio di salire su un palco è portatore di un potenziale comunicativo importante. Fin da giovanissima ho capito che la musica può essere un mezzo potentissimo capace di superare barriere linguistiche e culturali, un mezzo per condividere ispirazione, bellezza e messaggi universali. Per me è la passione più grande, e una vera missione. Attraverso l’arte cerco di rendere la vita più bella“.

Uno degli aspetti più distintivi del percorso di Cristiana Pegoraro è il suo rapporto privilegiato con le Ambasciate italiane e straniere nel mondo. Nel corso degli anni, infatti, è stata invitata a rappresentare l’Italia in numerosi eventi ufficiali, concerti istituzionali e celebrazioni nazionali, diventando una figura di riferimento nella diplomazia culturale.

Tra le sue esibizioni più significative in contesti diplomatici, il Concerto presso l’Ambasciata d’Italia a Washington, in occasione della Festa della Repubblica, dove ha presentato un programma dedicato ai grandi compositori italiani, da Scarlatti a Morricone, il recital all’Ambasciata d’Italia a Tokyo, organizzato nell’ambito delle celebrazioni dell’Anno dell’Amicizia Italia-Giappone, con un repertorio che univa classici europei e sue composizioni originali, il tour nelle Ambasciate d’Italia nei Paesi del Golfo, prima donna italiana ad aver eseguito concerti di musica classica nello Yemen, in Bahrein e in Oman, i concerti all’Ambasciata d’Italia a Vienna, che ha anche sostenuto il ciclo dell’integrale delle 32 sonate di Beethoven eseguite da Cristiana Pegoraro all’Istituto Italiano di Cultura di Vienna (prima donna italiana a compiere tale impresa) e numerose esibizioni al Circolo degli Esteri, dove ha curato programmi musicali tematici e serate di gala, contribuendo a rafforzare il ruolo della musica come strumento di rappresentanza e diplomazia.
“La musica – sottolinea la pianista – è un linguaggio universale potentissimo e può essere utilizzata per valorizzare l’immagine e la cultura di un Paese all’estero. In questo senso si può decisamente parlare di “diplomazia culturale”: festival e concerti promuovono il dialogo e la comprensione tra culture diverse. Inoltre i musicisti possono avere il ruolo importantissimo di veri e propri Ambasciatori culturali, rappresentando il loro Paese in eventi internazionali“.

Oltre alla carriera concertistica, Pegoraro è anche compositrice e divulgatrice. Nei suoi concerti ama introdurre i brani, raccontarne la storia e coinvolgere il pubblico in un’esperienza più profonda. Il suo album Colors of Love testimonia la sua sensibilità compositiva e la capacità di esplorare emozioni e atmosfere diverse. Ed è anche fondatrice e direttrice artistica del Narnia Festival, una manifestazione che unisce musica, arte, teatro, danza, lingua e cultura italiana e formazione, premiata con la Medaglia del Presidente della Repubblica, diventata un punto di riferimento per artisti e studenti provenienti da tutto il mondo.

“Il Narnia Festival è stato per me un sogno diventato realtà – ammette Pegoraro, aggiungendo – quindici anni fa iniziai con l’intuizione di creare un evento che unisse le mie due culture, l’italiana di nascita e l’americana di adozione. Volevo creare un campus all’americana in un borgo medievale come lo è la città di Narni, in Umbria, dove vivono i miei genitori e dove sono in parte cresciuta. Volevo creare un luogo dove potessero convivere tutte le arti, una specie di fucina artistica che coinvolgesse studenti, maestri e artisti. Durante il Narnia Festival il centro storico di Narni diventa il “campus” dove tutti i partecipanti convivono creando, studiando e producendo arte e cultura, immersi nella magnifica atmosfera medievale così tipica dei miei luoghi. Parte integrante del progetto è anche far conoscere le bellezze di Narni e dell’Umbria ai partecipanti e ai turisti che frequentano il festival. Infatti, all’interno delle varie iniziative, offriamo escursioni guidate alla scoperta della bellezza, della cultura e del patrimonio artistico di questa bellissima parte d’Italia. Gli spettacoli del Narnia Festival, oltre 55 in poco più di due settimane, uniscono tradizione e innovazione e spaziano dalla musica classica all’opera lirica, dalla musica sacra al jazz, dal teatro alla danza classica, al flamenco e al tango argentino. Partecipano artisti e ospiti di fama mondiale e tutti gli spettacoli ed eventi sono ad ingresso gratuito per promuovere e facilitare la diffusione della cultura. La didattica del Narnia Festival abbraccia una grande varietà di proposte di altissimo livello con insegnanti dalle più importanti istituzioni e orchestre internazionali (tra cui The Juilliard School di New York, Mozarteum di Salisburgo, Conservatorio Tchaikovsky di Mosca, Universität für Musik und darstellende Kunst di Vienna, Teatro alla Scala di Milano, Teatro dell’Opera di Roma, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Teatro Regio di Torino, Teatro Comunale di Bologna) e una partecipazione di oltre 300 studenti ad ogni edizione”.

Nel suo percorso, Pegoraro ha sempre sottolineato il valore sociale dell’arte: dalla promozione della pace alla valorizzazione del ruolo delle donne nella musica, fino all’importanza della cultura come strumento di crescita collettiva.

“Come artista – spiega – mi sento in dovere, dal palco, di condividere messaggi importanti. In quel momento ho l’attenzione delle persone e posso cercare di ispirarle. Per questo nei miei concerti spesso sviluppo delle tematiche, e al momento il tema della pace è centrale. Riuscire a farlo attraverso la musica e attraverso l’esempio dei grandi compositori è fondamentale. Il mio recente concerto alla Carnegie Hall di New York, presentato dalla Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, è stato per me emozionante e molto importante. Collaboro spesso con le Nazioni Unite. Portare la pace su un palco come quello, davanti a diplomatici delle Nazioni Unite e a un pubblico internazionale — New York è un melting pot — e sentirci tutti fratelli e sorelle attraverso la musica è stato incredibile. Certamente non cambierò il mondo con un concerto, ma posso provare a ispirare il mio pubblico, a riflettere, a diventare persone migliori. Un piccolo cammino che ognuno di noi può fare verso la pace, partendo da quella interiore, attraverso la bellezza della musica. Ricordiamoci che la musica è quel linguaggio universale che oltrepassa qualsiasi barriera e parla direttamente al cuore e alla sensibilità degli esseri umani“.

Cristiana Pegoraro, in effetti, è molto più di una pianista: è un’Ambasciatrice culturale del nostro tempo, una creatrice di ponti, una voce che porta la musica italiana nel mondo con eleganza, passione e visione. E il suo lavoro con le Ambasciate, il Circolo degli Esteri e le Istituzioni internazionali dimostra come l’arte possa diventare un veicolo di diplomazia e connessione tra popoli.


