“Le relazioni tra Umbria e Perù sono in continua evoluzione e presentano ampi margini di crescita”: ne è convinto Damiano Marinelli, neo Console Onorario del Paese dell’America Meridionale nel capoluogo umbro, con competenza territoriale sull’intera Regione del Centro Italia, proprio mentre la città di Perugia si prepara ad accogliere con entusiasmo l’apertura della nuova sede diplomatica, che verrà ufficialmente inaugurata il prossimo 28 aprile, alla presenza dell’Ambasciatore Manuel-Sousa Valazquez e di numerose Autorità.
Avvocato Cassazionista, Arbitro e Docente universitario, una seconda laurea in psicologia, Marinelli, esperto in progetti internazionali quali Erasmus Plus, Fami, Horizon2020, è autore di pubblicazioni nazionali e, da oltre quindici anni, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Umbria, realtà che sotto la sua guida ha dimostrato un impegno concreto nella costruzione di un tessuto sociale più inclusivo, operando in sinergia con le diverse comunità straniere radicate sul territorio.
Professionista esemplare nel campo della protezione dei diritti e del dialogo tra culture si accinge a breve, con impeccabile entusiasmo, a diventare ancor di più un punto di riferimento concreto per gli oltre seimila cittadini peruviani che vivono in Umbria, con l’obiettivo dichiarato di rendere il “suo” Consolato un luogo “dinamico e aperto alla Comunità”.
Console, cosa significa per lei rappresentare il Perù a Perugia? “E’ un onore e una responsabilità che accolgo con grande entusiasmo. Essere Console Onorario significa creare un ponte tra due culture straordinarie, favorendo lo scambio economico, culturale e sociale tra l’Umbria e il Perù. Il mio ruolo è duplice: da un lato, offrire supporto alla comunità peruviana presente nella Regione, facilitando l’accesso ai servizi consolari e tutelando i loro diritti; dall’altro, promuovere le opportunità di collaborazione tra imprese, istituzioni e associazioni dei due Paesi. Il Perù è una nazione ricca di storia e risorse, e credo che l’Umbria possa essere un partner strategico in molteplici ambiti, dalla cultura all’imprenditoria. Questa nomina mi offre l’opportunità di contribuire attivamente al rafforzamento di questi legami”.
Come si lega la sua storia personale al Perù? “Il mio percorso professionale e associativo mi ha sempre portato a lavorare in contesti internazionali, con particolare attenzione alla tutela dei diritti, alla promozione della cultura e allo sviluppo di sinergie tra comunità diverse anche coordinando progetti nazionali ed Europei. L’incontro con il Perù è avvenuto attraverso il mio impegno nella cooperazione e nella tutela dei consumatori, un ambito in cui ho avuto modo di confrontarmi con realtà latinoamericane e di apprezzarne la ricchezza culturale e sociale. Inoltre, il Perù è un Paese con una forte presenza in Italia e in Umbria, e ho avuto il privilegio di conoscere numerosi cittadini peruviani che contribuiscono attivamente alla vita economica e sociale del nostro territorio e ne sono diventati una ricchezza. La mia nomina a Console Onorario è quindi il naturale proseguimento di un percorso volto alla costruzione di relazioni solide tra le due comunità iniziato più di di venti anni fa”.

Quali aspetti della cultura peruviana la affascinano di più? “La cultura peruviana è un universo incredibilmente variegato, che affonda le sue radici in una storia millenaria. Sono affascinato dalla ricchezza delle sue tradizioni, dalla fusione tra le antiche civiltà precolombiane e le influenze europee, asiatiche e africane che nel tempo hanno contribuito a formare un’identità unica. L’arte peruviana, con le sue espressioni nell’architettura, nella pittura e nella musica, è un patrimonio di inestimabile valore. Anche la gastronomia è un elemento distintivo: il Perù è considerato una delle capitali mondiali della cucina, con piatti che raccontano la sua biodiversità e la sua storia. Mi colpisce, inoltre, il forte senso di comunità e di accoglienza del popolo peruviano, un tratto che lo rende particolarmente vicino ai valori dell’Umbria e dell’Italia. L’Italia d’altronde ha un fortissimo legame con il Perù, basti pensare a Giuseppe Garibaldi, che acquisì anche la cittadinanza peruviana e scrisse “il Perù rimase sempre nel mio cuore” o al Trattato di Amicizia, Commercio e Navigazione firmato il 23 dicembre 1874 tra Italia e Perù”.

La sua professione di Avvocato e il ruolo di Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Umbria hanno in qualche modo influenzato la sua scelta di accettare la nomina a Console Onorario? “Assolutamente sì. Il mio lavoro come avvocato e il mio impegno nella tutela dei consumatori mi hanno permesso di sviluppare una profonda sensibilità nei confronti della protezione dei diritti e del dialogo tra culture. Nel mio ruolo di Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Umbria ho spesso affrontato tematiche legate all’inclusione, all’accesso ai servizi e alla tutela dei cittadini, ambiti che trovano un naturale punto di contatto con il ruolo consolare. Essere Console Onorario significa anche offrire un punto di riferimento alla comunità peruviana presente in Umbria, supportandola nelle sue esigenze quotidiane e promuovendo opportunità di integrazione e crescita. Inoltre, la mia esperienza nel settore giuridico ed economico mi consente di individuare percorsi di collaborazione tra imprese e istituzioni italiane e peruviane, creando opportunità di sviluppo reciproco. Sempre con l’Associazione ho anche acquisito una rilevante esperienza nel coordinamento di progetti nazionali ed europei finanziati, ed anche questo aspetto sarà determinante nella promozione delle attività del Consolato”.

Come definirebbe oggi le relazioni fra Umbria e Perù e in quale ambito, a suo avviso, sono più intense? “Le relazioni tra Umbria e Perù sono in continua evoluzione e presentano ampi margini di crescita. Attualmente, i rapporti più intensi si sviluppano nel settore culturale, grazie alla presenza di una comunità peruviana ben integrata che partecipa attivamente alla vita sociale della Regione. Anche in ambito economico e imprenditoriale ci sono interessanti prospettive: l’Umbria, con il suo tessuto di piccole e medie imprese, può rappresentare un partner strategico per il Perù, che offre un mercato in espansione e risorse di grande valore, come quelle agricole e minerarie. Un altro settore chiave è quello della formazione e della ricerca, con la possibilità di creare collaborazioni tra Università umbre e peruviane. A Perugia trova la sua sede anche l’Università degli Studi per Stranieri, la prima in Italia con oltre cento anni di storia. L’obiettivo del mio mandato è rafforzare questi legami e favorire nuove opportunità di cooperazione”.

Ha in programma iniziative particolari per rafforzare la cooperazione culturale ed economica tra il Perù e l’Umbria? “Sì, stiamo lavorando su diversi fronti per intensificare la cooperazione tra il Perù e l’Umbria. Sul piano culturale, prevediamo l’organizzazione di eventi dedicati alla danza e musica, alla letteratura e alla gastronomia per far conoscere meglio le tradizioni peruviane e creare momenti di scambio interculturale. Dal punto di vista economico, vogliamo favorire incontri tra imprenditori umbri e peruviani per esplorare possibilità di collaborazione commerciale e investimenti reciproci. Inoltre, stiamo sviluppando progetti di scambio accademico tra Università per facilitare la mobilità di studenti e ricercatori. Credo che la chiave per una cooperazione duratura sia il dialogo costante e il coinvolgimento attivo di tutti gli attori del territorio che sto incontrando e che continuerò ad incontrare durante questi anni. Infine v’è da considerare che nel territorio umbro sono numerosissimi i peruviani con cittadinanza anche italiana (doppia cittadinanza)”.

Lavorerà per istituire gemellaggi fra città? “Sì, il gemellaggio tra città è un’opportunità straordinaria per rafforzare le relazioni istituzionali e culturali tra l’Umbria e il Perù. Stiamo valutando progetti di gemellaggio tra città umbre e città peruviane che abbiano caratteristiche e interessi comuni, per favorire scambi in ambiti quali il turismo, l’arte, l’agricoltura e l’innovazione. Un gemellaggio ben strutturato non è solo un atto simbolico, ma può tradursi in concrete opportunità di sviluppo e cooperazione tra le due realtà. In realtà ad oggi questo “strumento di conoscenza reciproca” deve essere assolutamente incentivato, in quanto in Umbria ancora non abbiamo realtà attive se si esclude un solo gemellaggio che è stato attivato anni addietro”.

A Perugia oggi operano appena nove Consolati Onorari. “La presenza di Consolati Onorari a Perugia offre la possibilità alla città, per sua natura aperta allo scambio interculturale, di ben interpretare un ruolo sempre più internazionale. Il numero relativamente ridotto di Consolati rappresenta un’opportunità per rafforzare il lavoro di rappresentanza e di promozione delle relazioni tra i Paesi. Con il Consolato del Perù vogliamo rendere questa presenza ancora più attiva, creando occasioni di incontro e collaborazione. L’auspicio è che il lavoro dei Consolati possa contribuire a rendere Perugia, e tutta l’Umbria, un punto di riferimento per le relazioni diplomatiche e culturali in Italia. Considerato che tutta l’Umbria offre eventi culturali internazionali, questo auspicio è sicuramente realizzabile, con un comune impegno nel perseguirlo”.

Prossime iniziative in programma del Consolato? “Il Consolato sta lavorando a una serie di iniziative che coinvolgeranno sia la comunità peruviana e le Associazioni peruviane già costituite (e molto attive) sia quella italiana. Prevediamo eventi culturali, incontri con rappresentanti istituzionali e imprenditori, e attività di supporto ai cittadini peruviani. Inoltre, abbiamo intenzione di attivare collaborazioni con l’Università di Perugia e l’Università per stranieri per favorire scambi accademici e progetti di ricerca congiunti. Anche con le scuole umbre vorremmo organizzare diverse attività anche nell’ambito dell’educazione civica. Sul piano economico, vogliamo promuovere il Perù come destinazione per investimenti e turismo sostenibile. Il nostro obiettivo è rendere il Consolato un punto di riferimento dinamico e aperto alla comunità”.
Intervista di Marco Finelli